Lo stato solido non è l’unica via percorribile per realizzare batteria dalle prestazioni migliori. C’è anche lo stato… semisolido.

Lo sta sviluppando 24M, società con sede a Cambridge, in Massachusetts, che ha appena raccolto 56,8 milioni di dollari per avviare la commercializzazione delle batterie dotate della tecnologia SemiSolid, una soluzione che potrebbe trovare applicazione anche in campo automobilistico.

Verso la larga scala

L’azienda ha dichiarato di aver sviluppato una cella in cui gli elettrodi non hanno nessun tipo di rivestimento, ma sono a contatto diretto con un elettrolita dotato di materiali attivi che ha una consistenza argillosa. Questa tecnologia permette a 24M di realizzare batterie in cui non è necessario l’uso di materiali inattivi né l’adozione di particolari processi produttivi, riducendo così i costi di produzione fino del 40%.

Naoki Ota, Ceo di 24M, ha tracciato le linee dell’azienda: “Insieme ai nostri partner abbiamo ottenuto enormi progressi sulla tecnologia SemiSolid delle nostre batterie. In questi anni abbiamo messo a punto un prodotto con buone performance ed elevati standard di sicurezza. Ora dobbiamo venderlo”. 24M, infatti, con i fondi raccolti in quest’ultima tornata si appresta a mettere a punto una strategia commerciale per diffondere le proprie celle su larga scala. Per farlo collaborerà con Kyocera e GPSC.

Progetti simili

24M non è la sola ad aver sviluppato celle dotate di elettrolita “semi-solido”. Viene in mente, ad esempio, la tecnologia sviluppata dai ricercatori della Chalmers University of Technology in collaborazione con altri istituti di ricerca, che ha sviluppato un gel che viene spalmato tra anodo ed elettrolita solido.

Sempre per analogia, non si può non ricordare poi la pasta di magnesio della consistenza di un dentifricio per intrappolare grosse quantità di idrogeno. Ha scopi diversi, chiaramente, funziona infatti su powertrain con tecnologia a celle di combustibile, ma ha una consistenza simile a quanto realizzato da 24M.