La pala eolica più grande al mondo? Ha pale lunghe 118 metri
Ha una potenza di 16 MW e può produrre 80.000 MWh all'anno: quanto basta per dare energia a 20.000 abitazioni
In linea teorica, l’eolico avrebbe la capacità di soddisfare molte delle esigenze energetiche della società contemporanea. E in effetti questa ipotesi potrebbe diventare realtà nei prossimi decenni.
La tecnologia, nel suo funzionamento di base, è nota. Per produrre energia dal vento si usano enormi pale eoliche che, ruotando, attuano dispositivi in grado di generare, appunto, elettricità. Una delle declinazioni che più sta prendendo piede riguardo all'eolico riguarda le pale eoliche offshore (in mezzo al mare), le quali costituiscono ormai un mercato in crescita e con un potenziale elevatissimo.
Comprimere i costi con turbine più grandi
Come spesso accade, però, il problema sta nel contenimento dei costi. Con questo obiettivo le aziende che si occupano dell’eolico offshore stanno sviluppando delle turbine sempre più grandi in modo da massimizzare i profitti per ogni pala installata.
Ed è qui che arriva MingYang Smart Energy, azienda cinese che ha costruito la più grande turbina eolica a trazione ibrida al mondo, la MySE 16.0-242. Le caratteristiche sono impressionanti: 16 megawatt di potenza, un rotore da 242 metri di diametro (il più grande al mondo) dotato di pale lunghe 118 metri. Nel suo insieme, la turbina occupa un’area di 46.000 metri quadrati, equivalente a circa sei campi da calcio.
MingYang fa sapere che la nuova turbina sarà in grado di generare 80.000 MWh di elettricità all’anno, abbastanza per fornire energia a 20.000 abitazioni. Un passo in avanti per il mondo dell’energia sostenibile, ma anche per MingYang: la nuova turbina, infatti, produce il 45% di energia in più del modello precedente.
Un gigante di efficienza
MingYang non è un’azienda nota al grande pubblico, eppure nella sua storia ci sono diversi progetti interessanti. In fatto di turbine eoliche offshore basta nominare i cinque modelli che l’azienda ha prodotto in passato, rispettivamente da 5,5 MW, 6,45 MW, 7,25 MW, 8,3 MW e 11 MW, che hanno stabilito, ognuno per la sua epoca, una serie di primati.
Il fil rouge che li collega, e che include anche l’ultimo modello, è il rapporto tra peso e grandezza, che secondo l’azienda rimane vantaggioso: le turbine sarebbero infatti molto leggere. La navicella (la parte cioè a cui è attaccato il rotore e che riesce a posizionarsi in direzione del vento) della MySE 16.0-242, ad esempio, non raggiungerebbe le 37 tonnellate per MW. Questo garantirebbe un’efficacia maggiore e costi manutentivi minori.
Un’altra novità riguarda il posizionamento dell’elettronica di potenza e del trasformatore, entrambi a monte della navicella. Questa scelta ha l’obiettivo di semplificare e rendere più economiche la manutenzione e il cablaggio della pala. Interessante è anche il tentativo dell’azienda di rendere ermetiche le parti più delicate del sistema eolico, in modo da evitare l’esposizione al sale tipica dell'uso in ambiente marino.
1,6 milioni di tonnellate di CO2 in meno
L’azienda ha dichiarato che una sola MySE 16.0-242 potrà eliminare più di 1,6 milioni di tonnellate di CO2 nel corso dei suoi 25 anni di vita previsti. Inoltre, è già stata programmata l’installazione di diversi esemplari della nuova pala, che verranno adattati alle esigenze del luogo in cui opereranno, dalle acque che bagnano la Cina (che sulle rinnovabili sta investendo molto) al Mare del Nord.
Per ora sappiamo che il lancio ufficiale del nuovo prototipo è previsto nel 2022, mentre le prime installazioni avverranno a partire da due anni dopo.
Fotogallery: Mingyang MySE 16.0-242
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