Il partito contrario alle estrazioni a Kvanefjeld ha vinto col 37% dei voti e ha confermato i suoi dubbi sul progetto

I timori dell’industria mineraria erano fondati. Il partito Inuit Ataqatigiit (IA) ha vinto le elezioni in Groenlandia e ha subito confermato i suoi dubbi sul progetto Kvanefjeld per l’estrazione delle terre rare, utilizzate in praticamente tutte le apparecchiature tecnologiche e molto importanti per le auto elettriche e le turbine delle pale eoliche.

Dietro questa presa di posizione, la presenza nel sottosuolo di materiali pericolosi, come l’uranio. E quello che sembra prefigurarsi come lo stop alle attività minerarie nella regione potrebbe quindi avere riflessi che vanno oltre i confini dell'isola.

Il verdetto

IA ha convinto il 37% dei 56.000 groenlandesi, superando il suo precedente risultato (26%) e, soprattutto, il partito socialdemocratico Siumut, che è stato al Governo quasi ininterrottamente dal 1979, ma ha si è fermato al 29% delle preferenze.

Guidato dal 34enne Mute Egede, IA non è contrario in assoluto alle estrazioni minerarie, ma è un partito ambientalista e ha fatto campagna elettorale contro il progetto Kvanefjeld a causa dei materiali radioattivi che potrebbe portare alla luce.

Electric car charging at station with wind turbines in background

“La gente ha parlato”, ha commentato Egede all’emittente DR. Quando gli è stato chiesto cosa ne sarà di Kvanefjeld, il leader se l’è cavata con un laconico: “Non succederà”.

In ogni caso, il 37% dei voti non sarà sufficiente per consentire a IA di formare da solo il nuovo Governo. Il partito cerca alleati e potrebbe trovarli in Naleraq, gruppo indipendentista contrario al progetto.

Si sogna l'indipendenza

La Groenlandia è un’isola sotto l’amministrazione della Danimarca, ma gode di ampia autonomia. La maggior parte della popolazione è favorevole alle estrazioni minerarie, perché aprirebbero la strada a un percorso di crescita necessario per ottenere l’autonomia da Copenaghen. Ma Kvanefjeld ha spaccato l’opinione pubblica e la politica per anni.

“Non è che i groenlandesi non vogliano l’estrazione mineraria, ma non vogliono che sia sporca”, ha detto Mikaa Mered, docente di affari artici presso la business school HEC di Parigi. “I groenlandesi stanno inviando un messaggio forte. Non vale la pena sacrificare l’ambiente per raggiungere sviluppo economico e l’indipendenza, e ora la vittoria di IA ostacolerà senza dubbio lo sviluppo minerario in Groenlandia”.