Niente decarbonizzazione senza auto elettrica: l'asse VW-Enel a Monaco
Sviluppo condiviso di reti e colonnine, digitalizzazione e nuove forme di mobilità: l'energia e i trasporti del futuro viaggiano insieme
Se Herbert Diess fosse un matematico, direbbe che per combattere il cambiamento climatico l'auto elettrica non è una condizione sufficiente, ma che certamente è una condizione necessaria. Il ceo di Volkswagen è intervenuto oggi al Salone di Monaco per fare il punto su come il gruppo tedesco ha intenzione di affrontare la decarbonalizzazione. E ha spiegato perché le vetture a zero emissioni saranno al centro di un'evoluzione ben più articolata che traghetterà il mondo verso la carbon neutrality.
Insieme a Diess, in collegamento dall'Italia, l'amministratore delegato di Enel Francesco Starace, pioniere della diffusione globale delle fonti rinnovabili, che ha spiegato a sua volta come la mobilità elettrica sia il perno intorno a cui creare un ecosistema complesso che stravolga gli attuali paradigmi energetici per dare vita a una nuova era.
Tra auto elettrica ed ecosistema
È per questo, ad esempio, che è nata la Ceo Alliance, associazione dei “numeri 1” di molte aziende (incluse naturalmente Volkswagen ed Enel) che hanno un approccio condiviso e coerente nella lotta alle emissioni.
Scendendo nel particolare, Starace ha spiegato come la rete elettrica del futuro debba essere necessariamente digitale. “In questo modo - ha detto - le auto saranno oggetti che fanno parte della rete stessa. Potranno ricevere energia per ricaricare le batterie ma potranno anche cederla nel momento in cui hanno un livello di carica sufficiente e non devono essere utilizzate”.
Il manager ha aggiunto: “Noi di Enel non faremo mai auto elettriche, così come Volkswagen non aprirà cantieri per far passare i cavi elettrici al di sotto delle strade. Ma confrontandoci, potremmo creare un sistema coerente sia per quanto riguarda la rete sia per quanto riguarda l’infrastruttura di ricarica, sviluppando i rispettivi prodotti nella stessa direzione, con benefici comuni”.
L’importanza della “better utilization”
Diess ha poi posto l’accento sul fatto che l’automobile, al giorno d’oggi, è utilizzata in modo poco efficiente. Un automobilista guida in media un’ora al giorno, e per le restanti 23 ore lascia la sua vettura parcheggiata da qualche parte. A pensarci è uno spreco enorme.
“Con l’auto elettrica, digitale e connessa - ha detto Diess - si possono invece promuovere ed evolvere nuove forme di mobilità, come il car sharing o il noleggio. In questo senso si possono pensare anche formule ibride, in cui io posso avere accesso alla stessa auto in car sharing dal lunedì al venerdì e posso noleggiarla per l’intero weekend. In questo modo i tempi di inutilizzo di un’auto si riducono enormemente”.
Robotaxi e qualità della vita
A questo si aggiungono le opportunità offerte dalla guida autonoma. “In futuro i servizi di robotaxi consentiranno di avere veicoli impegnati per molte ore al giorno nel trasportare persone da una parte all’altra della città - ha detto Diess - Con i robotaxi avremo veicoli sempre in movimento che riducono il numero di auto in circolazione e anche l’impatto a livello di parcheggio infrastrutture cittadine”.
Se la mobilità nel suo complesso si muoverà in queste direzioni, ha concluso Diess, non solo riusciremo a rispettare i limiti sulle emissioni imposti dall’Unione Europea ma riusciremo anche a sposare uno stile di vita più rispettoso dell’ambiente senza rinunce, anzi, migliorando la nostra qualità della vita.
Fotogallery: Volkswagen ID. Buzz a guida autonoma
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