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L'Italia chiede un'Europa davvero unita sulle colonnine di ricarica

Al Consiglio Trasporti Giovannini chiede uno sforzo collettivo per supportare le infrastrutture. E avverte sulla "povertà di mobilità"

Enrico Giovannini al Festival della Scienza, Genova 2011

Riccardo Ciriaco Riccardo Ciriaco

Di: Riccardo Ciriaco

9 dic 2021 alle 19:07

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L’Italia si rivolge agli alleati in Europa con un messaggio molto chiaro: per sostenere veramente il mercato delle auto elettriche, le sole politiche di riduzione delle emissioni non bastano; bisogna investire di più sulle colonnine. E va tutto tutti insieme.

Si possono riassumere così le parole di Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, volato oggi a Bruxelles per incontrare i suoi omologhi europei nella riunione del Consiglio Trasporti Ue.

“Di pari passo”

Come spiegano dal Mims, Giovannini “ha sottolineato l’importanza che l’avanzamento nello sviluppo e nella commercializzazione di veicoli o sistemi alimentati a elettricità vada di pari passo con il rafforzamento di una rete infrastrutturale adeguata a livello europeo”.

L’appello del ministro è che l’Europa coordini gli sforzi “per promuovere l’attuazione del pacchetto Fit for 55 nel settore dei trasporti al fine di ridurre le emissioni di gas serra e di sostanze inquinanti e procedere nella transizione ecologica e tecnologica”.

 

Ciò che serve, secondo il titolare del Mims, è fare squadra e fissare una serie di regole sulle infrastrutture per la ricarica che facciano da stella polare al Vecchio Continente: “È necessario – riferisce il Ministero – una solida normativa comunitaria, condivisa e concretamente attuabile attraverso le scelte politiche dei singoli Stati membri, ma anche un forte coordinamento tra i partner europei e, per alcuni settori come quello marittimo e aereo, anche a livello globale”.

Giovannini ha sottolineato che “occorre tenere un livello di ambizione elevato, con un’indicazione chiara sulle scelte da fare nella direzione della transizione ecologica della mobilità e della ricerca e sviluppo di tecnologie e carburanti alternativi, anche per orientare al meglio i necessari investimenti pubblici e sollecitare in tal senso il settore privato”.

Basta “povertà di mobilità”

Con specifico riferimento alla mobilità su gomma a corto raggio, il Ministro, riporta ancora il Mims, “ha ricordato che si tratta di modificare in profondità il modo con cui le città operano e ha sollecitato la Commissione europea a considerare forme innovative di azione volte a connettere i temi della mobilità urbana, dell’edilizia pubblica e privata e delle politiche sociali, per ridurre le disuguaglianze”.

“Nel corso del Consiglio – sono invece le parole di Giovannini – ho sottolineato come si debba affrontare anche il tema della 'povertà di mobilità' che, accanto a quelle energetica, alimentare ed educativa, determinano disuguaglianze inaccettabili, specialmente tra centri storici e periferie”.

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Fonte: Mims

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