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Smontano la BYD Blade Battery 2 per 8 ore: non prende fuoco mai

Nessun segno di surriscaldamento o di sovraccarichi elettrici: ecco il video

Lo smontaggio di una Blade Battery di seconda generazione
Foto di: InsideEVs

La Blade Battery di BYD è da sempre una delle batterie più diffuse e di successo del panorama automobilistico mondiale. Non solo perché è montata sulle auto di quello che è diventato a tutti gli effetti il primo produttore di auto elettriche al mondo, ma anche perché è venduta a tanti competitor, da Tesla in giù.

Ora che è giunta alla sua seconda generazione, la Blade Battery suscita ancora più interesse, perché migliora le prestazioni, la densità energetica e gli standard di sicurezza. Almeno, questo afferma la Casa. Su un canale social cinese, alcuni esperti di batterie hanno provato quindi a smontarla per carpirne i segreti e… non sono andati tanto per il sottile.

Sopporta la ricarica ultra-ultra fast

Intanto, partiamo dalle caratteristiche tecniche. La nuova Blade Battery ha una densità aumentata del 5% rispetto alla precedente. Ma più che questo, stupisce per il fatto che, pur avendo una chimica al litio-ferro-fosfato (LFP), è in grado di sopportare ricariche ad altissima potenza.

Promette infatti di passare dal 10% all’80% in meno di 9 minuti se collegata alle colonnine ultrafast prodotte dalla stessa Casa. Considerando che su un’auto elettrica “media” consente di raggiungere valori di autonomia intorno ai 500 km, stiamo parlando con caratteristiche fuori dal comune. Ma torniamo alla stretta attualità.

Una delle fasi dello smontaggio della batteria
Foto di: InsideEVs

Si fa maltrattare

I tecnici che gestiscono il canale social di cui sopra hanno aperto la batteria per carpirne i segreti, ma lo hanno fatto senza usare alcun tipo di delicatezza. Anzi. Si sono avvalsi di smerigliatrici angolari, leve, seghe elettriche e martelli.

Ma perché? Beh, per testare la resistenza della batteria e delle celle agli urti e alle sollecitazioni meccaniche. Ebbene: dopo 8 ore sotto i ferri, la batteria, completamente smontata, non ha dato segni di surriscaldamento, non ha preso fuoco e non ha riportato danni da sovraccarichi elettrici.

Questo perché la Blade Battery di BYD è stata migliorata tantissimo nei metodi di sigillatura del pacco, nel posizionamento di rinforzi strutturali e nell’adozione di nuovi materiali isolanti. Ed è forse questo, oltre alla migliore performance, a fare più scalpore: il fatto che le batterie agli ioni di litio - almeno, quelle di BYD - stanno diventando sempre più sicure.