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La Serbia dice no al litio (con lo "zampino" di Novak Djokovic)

Stop al progetto del colosso minerario Rio Tinto dopo le proteste degli ambientalisti e del tennista. Ma non è detta l'ultima parola

miniera di litio

Riccardo Ciriaco Riccardo Ciriaco

Di: Riccardo Ciriaco

23 gen 2022 alle 11:25

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Stavolta è andata meglio a Novak Djokovic. Dopo la brutta pagina degli Australian Open, stavolta la partita l'ha giocata in casa, in Serbia, dove il Governo del presidente Vucic ha appena annullato un progetto di Rio Tinto.

Il colosso minerario, casualmente metà australiano, aveva avviato un programma da 2,4 miliardi di dollari per l’estrazione di litio nella regione di Jadar, da utilizzare poi nelle batterie per auto elettriche, ma si è dovuto arrendere ai gruppi ambientalisti locali preoccupati da possibili contaminazioni ai fiumi. Ed è qui che si innesta il discusso campione. 

Il tesoro sepolto

I manifestanti stavano protestando da settimane e a dicembre avevano trovato l’appoggio proprio del numero uno ATP, che aveva condiviso una storia Instagram per esprimere il suo sostegno: “Aria, acqua e cibo puliti sono la chiave della nostra salute, senza di questi non ha senso parlare di salute”, riportava la didascalia.

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Con l’avvicinarsi delle elezioni, Belgrado ha poi deciso di ascoltare la voce del popolo, mettendo forse la parola fine alla contesa e ai piani di Rio Tinto, che prevedevano di portare alla luce 58.000 tonnellate di carbonato di litio l’anno tra le 2,3 milioni di tonnellate sepolte dalla terra.

Appuntamento dopo aprile?

Ma la porta potrebbe riaprirsi, perché il tesoro nascosto di Jadar fa gola a tanti: prima di tutto alla società anglo-australiana, che incasserebbe 2,2 miliardi di dollari ogni anno, ma anche alla Serbia, che potrebbe vedere il suo Pil aumentare del 4%, e i costruttori d’auto, sempre più affamati di materie prime utili ai piani di elettrificazione.

Tutta l’Europa guarda con interesse ai progetti in casa propria di estrazione del litio per ridurre le importazioni e provare a raggiungere l’indipendenza dall’Asia. L’ipotesi in ballo al momento è perciò quella di riaprire i dialoghi tra Rio Tinto e la Serbia dopo la chiamata alle urne di aprile.

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Fonte: Reuters

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