Dopo aver finalmente ottenuto il via libera dalle autorità tedesche, Tesla può pensare sul serio alla preparazione di GigaBerlin verso la produzione di massa delle Model Y europee. Già ora il costruttore americano ha ampliato le offerte di lavoro per quello che è il suo primo stabilimento in Europa.

Nel frattempo, dall’altra parte dell’Oceano, sono ore calde per il secondo impianto di Elon Musk che entrerà in funzione nel 2022. Parliamo di Giga Austin, in Texas, dove la Casa sta preparando l’ormai classica festa di inaugurazione. Vediamo con ordine.

Qui GigaBerlin

Per quanto riguarda la Germania, cliccando sulla pagina delle carriere di Tesla si può notare che il costruttore ha ampiamente allargato il suo terreno di ricerca per i nuovi dipendenti. Dalle risorse umane alla produzione, passando per il supporto operativo e la catena di approvvigionamento, a oggi sono una cinquantina i nuovi profili graditi a Grunheide.

Frutto, come accennato, di un aggiornamento al sito che segue il semaforo verde dell’Ufficio per l’Ambiente nello Stato di Brandeburgo all’apertura dei battenti. Un “sì” lungo e travagliato, arrivato dopo due anni di problemi burocratici, ricorsi in tribunale e attentati alla struttura.

Bisogna però ricordare che c’è ancora un “ma” e riguarda il fatto che, entro un mese dalla pubblicazione dell’approvazione in Gazzetta ufficiale, si potranno sollevare obiezioni al nulla osta.

Qui Giga Austin

Passando ad Austin, tra l’8 e il 22 marzo la “Travis County Commissioner’s Court” deciderà se approvare o no la Giga Fest che Elon Musk e soci stanno organizzando per il 7 aprile. Si terrà quindi un’udienza pubblica per “raccogliere pareri sull’evento”, come si legge nei documenti rilasciati. Probabilmente sarà solo una formalità, ma la Casa deve fare i conti anche con questi piccoli passaggi.

 

Del grande party ne aveva accennato il ceo nei mesi scorsi, scrivendo su Twitter che “Tesla organizzerà una festa di inaugurazione a Giga Texas all’inizio del 2022”. Tra le altre cose, ci sarà “un tour della fabbrica”. La parola passa ora alle autorità.