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Al via l'impianto fotovoltaico galleggiante più grande d'Europa
Installato in Portogallo nel bacino artificiale di Alqueva, lavora in sinergia con l'impianto idroelettrico della diga locale

Francesco Barontini 
Di: Francesco Barontini
10 mag 2022 alle 11:29
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Il Portogallo si appresta a mettere in funzione il più grande impianto fotovoltaico galleggiante d’Europa. È stato realizzato nel bacino idroelettrico della diga di Alqueva, nel sud del Paese, e inizierà a produrre energia a partire da luglio.
Il bacino di Alqueva, il più grande lago artificiale dell’Europa occidentale, chiude il fiume Guadiana, uno dei principali corsi d’acqua della penisola iberica, e si trova vicino al confine con la Spagna. È stato creato nel 2021, per quanto l’idea risalga al 1968, ed è stato realizzato principalmente per risollevare le sorti economiche di una delle regioni più povere del Portogallo cercando di alimentare il turismo locale.
Per quanto la produzione di energia idroelettrica della relativa diga fosse in principio un motivo secondario della costruzione di tutto il complesso, ora, l’arrivo del parco solare, darà un’ulteriore spinta verso le rinnovabili a tutta la regione.
Impianto da 7,5 GWh all'anno
I 12.000 pannelli solari che fluttuano sulla superficie del lago si estendono per un’area grande come 4 campi da calcio e saranno in grado di generare 7,5 GWh all’anno. L’impianto sarà dotato anche di un sistema di accumulo di energia da 2 GWh e sarà in grado di fornire elettricità a 1.500 famiglie.
Il progetto, realizzato dalla compagnia elettrica EDP, fa parte del piano della stessa società portoghese di arrivare alla neutralità carbonica entro il 2030. Al momento EDP, tra eolico, solare e idroelettrico, può già vantare una produzione pulita pari al 78% del totale (per dare un ordine di grandezza: 19,9 GW su 25,6).
Un impianto ibrido
EDP ha già dichiarato di essere pronta ad ampliare ulteriormente il parco fotovoltaico installando un’estensione da 70 MW di capacità. La cosa interessante riguarda il fatto che la parte fotovoltaica è collegata a quella idroelettrica e può lavorare in modo coordinato per ottimizzare la produzione di energia.
Ad esempio, nelle giornate di sole, l’energia in eccesso proveniente dai pannelli solari può essere usata per pompare acqua che sarà utilizzata a sua volta di notte per produrre elettricità. Questo tipo di impianto “ibrido” è stato testato per la prima volta in Europa proprio da EDP, nel 2017, sulla diga dell’Alto Rabagao, che si trova invece nell’estremo nord del Portogallo.
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