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Inaugurato il parco solare bifacciale più grande d'Europa

Si trova in Grecia, a Kozani, e produrrà fino a 350 GWh di energia all'anno. Il proprietario? Il petroliere Hellenic Petroleum

Il parco dall'alto

Viene già definito il parco solare con pannelli bifacciali più grande d’Europa quello che sorge in Grecia, precisamente a Kozani, nella periferia della Macedonia occidentale, e che può produrre fino a 350 gigawattora di energia all’anno, sufficienti per alimentare 75.000 case.

E i numeri non finiscono qui. Il complesso, costato 130 milioni di euro, vanta una capacità di 204 megawatt e 500.000 pannelli fotovoltaici. Chi l’ha costruito? La tedesca Juwi Hellas, player delle rinnovabili, che ha poi venduto la sua opera al petroliere locale Hellenic Petroleum.

Una Grecia più sostenibile

L’azienda punta infatti a rinnovare il proprio business in chiave più sostenibile. Così, tra le altre iniziative, ha deciso di comprare il parco nel 2020. Nei giorni scorsi è arrivata l’inaugurazione ufficiale, evento che ha visto partecipare anche il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis.

“Questo progetto riflette i nostri obiettivi nazionali per ricavare energia più pulita e conveniente ricavata dal Sole, dal vento e dall’acqua”, ha dichiarato il capo del Governo, riferendosi ai target ambientali di Atene.

 

Il Paese punta infatti ad aumentare al 35% la produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2030. E la strada imboccata sembra buona, perché i dati dicono che la Grecia ha portato la sua quota già oltre il 20%, andando oltre le aspettative.

Ma si può fare di più. Ecco perché Mitsotakis promette che l’esecutivo si metterà al lavoro per accelerare le procedure di rilascio delle autorizzazioni. Qualche passaggio formale manca anche a Kozani, con l’allaccio alle reti che avverrà entro queste due settimane.

Cosa sono i pannelli bifacciali

Prima di chiudere, ricordiamo, per chi non lo sapesse, cosa sono i pannelli bifacciali. Il termine indica delle celle fotovoltaiche capaci di produrre energia da entrambi i lati, sfruttando non solo l’esposizione al Sole, ma anche la luce riflessa dal terreno o da un altro materiale. L’aumento produttivo può arrivare a quasi il 30%.