Proprio nei giorni in cui gli esperti danno l’ennesimo allarme sul forte ritardo del nostro Paese ad installare fonti di energia rinnovabile, la politica cerca di lanciare messaggi rassicuranti: l’Italia farà di tutto per recuperare il tempo perso.

Parola del presidente del Consiglio in persona, Mario Draghi, apparso nell’Aula del Senato per l’informativa sugli sviluppi della guerra in Ucraina. Qui, a Palazzo Madama, il premier ha speso parole molto importanti a favore delle Fer.

Meno burocrazia

Draghi ha prima spiegato che l’obiettivo dell’esecutivo è di rendere la Penisola indipendente dal gas russo entro la seconda metà del 2024 e che, per questo motivo, sta già diversificando le fonti di approvvigionamento. Ma è chiaro che a lungo termine bisognerà produrre in casa tutta l’elettricità che ci serve. E qui il premier arriva al punto:

“L’energia rinnovabile resta l’unica strada per affrancarci dalle importazioni di combustibili fossili e per raggiungere un modello di crescita davvero sostenibile. Il Governo continuerà in ogni sforzo per rendere questi investimenti più rapidi, per distruggere le barriere burocratiche che li impediscono. Oggi sono solo quelle a impedirli”.

Il consiglio degli esperti

Il messaggio del presidente del Consiglio arriva pochi giorni dopo la pubblicazione del Renewable Energy Report 2022, il rapporto sulle rinnovabili in Italia elaborato dal gruppo Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano, che ha definito il 2021 come “un altro anno sprecato”.

Nonostante la crescita delle Fer, infatti, i numeri avrebbero potuto essere molto più alti. Per centrare i target climatici servirà aumentare il tasso di installazione di quattro volte per l’eolico e di sette volte per il fotovoltaico. Tra gli ostacoli indicati, anche l’eccesso di burocrazia. Il consiglio degli esperti è perciò di puntare sulla semplificazione normativa. Cosa che il Governo promette ora di fare.