Poste Italiane vuole ritagliarsi un ruolo da protagonista nella transizione della Penisola. L’ultima iniziativa – segnalata da Quotidiano Energia – ha ricevuto il via libera della Commissione europea e porterà 5.000 stazioni di ricarica in 2.100 piccoli Comuni, grazie anche a un'iniezione di fondi legati al Pnrr.

Nessuna violazione degli aiuti di Stato, perché – come spiega l’esecutivo Ue – le colonnine sorgeranno in aree dove “gli investimenti privati non verrebbero effettuati in assenza del sostegno pubblico” e perché la misura ha un “impatto limitato sulla concorrenza”.

Ora la società potrà attingere ai 21,1 milioni di euro messi da parte nel Fondo complementare al Pnrr, con l’obiettivo di “realizzare infrastrutture accessibili al pubblico, la cui gestione sarà affidata a terzi sulla base di una gara d’appalto aperta, competitiva, trasparente e non discriminatoria”. Ma quali sono gli altri progetti del Gruppo con protagoniste auto elettrica e transizione?

Obiettivo: neutralità nel 2030

Spulciando un po’ i dati pubblicati dalla società, si scopre anzitutto che Poste punta a utilizzare energia prodotta almeno al 98% da fonti rinnovabili già nel 2024: le emissioni totali verrebbero così tagliate del 30% nel 2025 (rispetto ai livelli del 2020). L’anno della carbon neutrality sarà invece il 2030.

Matteo Del Fante, a.d. di Poste Italiane

“Saremo ancora più veloci rispetto all’Accordo di Parigi nel raggiungere gli obiettivi di emissioni”, ha dichiarato l’amministratore delegato, Matteo Del Fante, in un’intervista a Il Giornale.

“Continueremo a costruire e usare le energie rinnovabili per alimentare tutti i nostri centri di smistamento, le nostre fabbriche, i nostri uffici e gli uffici postali. Stiamo diventando a impatto zero”.

Più elettrico, meno CO2

Un ruolo fondamentale della rivoluzione green spetterà ovviamente alla mobilità. Per consegnare la corrispondenza in modo “pulito”, il target vede un -40% di emissioni dalla flotta di veicoli nel 2022 (rispetto al 2019). Al Pianeta verranno così risparmiate 43.000 tonnellate di CO2 all’anno.

Come superare il traguardo? Con il rinnovo del parco mezzi. Sono 27.800 i veicoli a basso impatto ambientale che dovranno unirsi alla squadra di postini e corrieri entro quest’anno. L’ultimo aggiornamento parla di 5.102 mezzi già arruolati.

“La nuova flotta green determinerà una riduzione di CO2 pari a quella di circa 80.000 alberi - spiega la società -. La nuova flotta green genererà per la collettività un valore reale di 25 milioni di euro rispetto al parco mezzi tradizionale: l’80% di tali vantaggi è rappresentato dai danni evitati grazie alla riduzione del 40% di emissioni rispetto al 2019; il rimanente 20% è rappresentato dai costi evitati grazie alla minore congestione stradale e alla maggior sicurezza dei nuovi veicoli”.

I “pensionamenti”, però, erano partiti già prima.

“Poste Italiane – aggiunge – è passata dall’11% di mezzi green del 2016 al 15% del 2021. Al 30 giugno 2022, l’azienda ha inserito circa 12.000 nuovi mezzi, di cui circa 770 sono elettrici, 6.000 ibridi e la restante parte a basse emissioni. Inoltre, il numero delle colonnine elettriche per la ricarica è salito a 2.800 unità”.

Foto - La flotta green di Poste Italiane

Alcuni quadricicli elettrici li abbiamo già visti in strada: sono quelli che il Gruppo ha commissionato a SIFÀ (Società Italiana Flotte Aziendali). Non sono però gli unici veicoli a zero emissioni. Poste ricorda infatti che nel 2016 si è alleata con Nissan per ricevere 70 furgoni full electric.

I van si sono aggiunti ai 1.000 Free Duck che ogni giorno “consegnano la posta nei centri urbani, percorrendo più di 2 milioni di chilometri ed evitando l’emissione di oltre 300 tonnellate di CO2 rispetto all’utilizzo di un tradizionale motociclo”. E per ogni mezzo elettrico, il Gruppo ha installato almeno un punto di ricarica. Alla fine di tutto, le colonnine saranno circa 6.000.

“Tra le società del settore utility – si legge tra le informazioni –, Poste Italiane dispone di una delle più grandi flotte di veicoli commerciali 100% elettrici del nostro Paese”.