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La culla mondiale dell'auto elettrica? E' l'Ungheria, ecco perché

Contributi e sovvenzioni attraggono sia le Case europee sia i costruttori di batterie orientali

Motori elettrici BMW

Francesco Barontini Francesco Barontini

Di: Francesco Barontini

14 dic 2022 alle 07:00

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Europa, Cina, Usa: tutte a sgomitare per garantirsi il posto di leader nella transizione ecologica. Ma oggi proprio l’Europa - o meglio, un bel pezzo d’Europa - si allea con i colossi orientali delle batterie per dare vita a un affare dalle dimensioni ciclopiche.

Le Case automobilistiche tedesche, infatti, stanno stringendo accordi con le principali aziende di batterie della Corea Del Sud. Entrambe le parti si stanno spostando in Ungheria, dove il governo di Viktor Orban sta offrendo terreno fertile (leggasi condizioni economiche più che vantaggiose) che stanno attraendo player di primissimo piano da tutti i continenti.

Perché ci si allea in Ungheria

Sono tre i Paesi che maggiormente investono in Ungheria, dove si gode in media di sovvenzioni pari a circa il 15% degli investimenti sostenuti: Germania, Corea del Sud e Cina. 

Una domanda sorge spontanea: se l’Europa vuole affrancarsi dalla dipendenza orientale, perché le sue aziende vanno in Ungheria a stringere partnership e collaborazioni? Non è un controsenso?

Il rischio che il legame si faccia ancora più stretto è reale. Ma come spiega Csaba Kilian, dell’associzione automobilistica ungherese, la necessità di alzare i volumi produttivi e superare i colli di bottiglia sugli approvvigionamenti prevale. E così: tutti in Ungheria appassionatamente.

Un pacco batteria Mercedes

Un pacco batteria Mercedes

Così spiega Dirk Woelfer, della Camera di Commercio tedesco-ungherese di Budapest: “Catodi, anodi, separatori, linee di produzione: l’intera catena del valore delle batterie è qui. E chi viene qui ha un piede in Europa”. E - come già detto - c’è la possibilità per tutti di lavorare fianco a fianco. In totale, il Paese ha attratto già oltre 14 miliardi di euro di investimenti esteri in 6 anni solo nel settore delle batterie. 

Alcuni problemi da risolvere

Per ora, tra le aziende più attive c’è CATL, che da sola ha investito circa 7,5 miliardi di euro per costruire la più grande gigafactory d’Europa. Però BMW dal canto proprio ha risposto con 2 miliardi per creare un intero ecosistema industriale vicino a Debrecen, Mercedes sta convertendo una sua fabbrica a Kecskemet alla produzione di auto elettriche e Volkswagen sta realizzando motori elettrici a Gyor. 

La Fabbrica di vetro Volkswagen a Dresda, dalla Phaeton alla ID.3

Produzione di auto elettriche in una fabbrica Volkswagen

Certo, ora l’Ungheria deve risolvere un paio di problemi che sono collegati a questa enorme crescita industriale. Il primo riguarda l’adeguamento della rete elettrica sia per quanto riguarda l’infrastruttura, che deve essere potenziata, sia per quanto riguarda la produzione di energia, che deve velocemente passare dai combustibili fossili e dal nucleare alle fonti rinnovabili per consentire alle Case di rispettare gli obiettivi sulla riduzione delle CO2.

Oltre a questo, l’Ungheria deve creare manodopera specializzata, la cui mancanza potrebbe rappresentare un altro fattore di ostacolo ai piani di Orban.

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Fotogallery: Lo stabilimento BMW di Debrecen

Lo stabilimento BMW di Debrecen

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Lo stabilimento BMW di Debrecen Lo stabilimento BMW di Debrecen Lo stabilimento BMW di Debrecen Lo stabilimento BMW di Debrecen

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