L'Inflation Reduction Act varato dall'amministrazione Biden ha suscitato non poche polemiche da parte di Europa, Giappone e Corea del Sud, critiche nei confronti del protezionismo a Stelle e Strisce. Riassumendo velocemente: la legge prevede incentivi di 7.500 dollari per l'acquisto di auto elettriche, a patto che siano assemblate negli Stati Uniti.

Una mossa che nella realtà dei fatti sta dando ragione al Governo statunitense, che sta registrando sempre più investimenti nel Paese con nuove fabbriche pronte a sorgere nei prossimi anni. Tra gli interessati figura ora anche Magna Steyr, costruttore austriaco specializzato nel produrre auto conto terzi che per ora conta unicamente sullo stabilimento austriaco di Graz. Le cose però potrebbero cambiare proprio grazie all'Inflation Reduction Act.

Clienti cercasi

Stando a quanto riportato da Automotive News infatti Magna International (holding cui fa capo Magna Steyr) da anni starebbe guardando agli USA con l'intenzione di aprire un nuovo stabilimento e ora sarebbe arrivato il momento tanto atteso. 

"Stiamo lavorando con diversi clienti su idee per aiutarli in Nord America. Abbiamo un team che sta selezionando i siti, esaminando le opzioni, lavorando sui layout e offrendo diverse soluzioni ai clienti su come possiamo aiutarli a produrre un veicolo in Nord America"

ha dichiarato Roland Prettner, presidente ad interim di Magna Steyr. Un aiuto alle Case auto interessate a entrare in territorio statunitense, beneficiando dell'immenso know how che l'azienda austriaca (che da anni produce numerosi modelli per brand come Mercedes, BMW, Jaguar, Toyota, Audi e Jeep) può mettere sul tavolo. Il problema però è che attualmente mancano clienti che possano garantire una produzione sufficientemente alta.

Ci vogliono i numeri

Per ora infatti non ci sono stati contatti ufficiali, anche se a febbraio sembrava che Magna fosse vicina a un accordo con Volkswagen per la produzione della nuova gamma Scout. Nulla di fatto però, con il colosso tedesco deciso a far da sé in uno stabilimento in Carolina del Sud.

Magna rimane quindi ancora alla ricerca di uno più clienti, con commesse che possano giustificare la costruzione di una fabbrica a l'assunzione di personale. "Le case automobilistiche potrebbero esitare ad affidare modelli non collaudati a un produttore a contratto" ha dichiarato ad Automobile News Tom Narayan, analista di RBC Capital Markets.

"Non sono sicuro che avrebbe molto senso per loro, visto il passaggio ai veicoli elettrici e il fatto che molti di loro stanno realizzando le proprie piattaforme dedicate", ha aggiunto.

Startup cercasi

Se quindi i colossi dell'auto sembrerebbero voler fare da soli negli Stati Uniti, le giovani startup dell'auto elettrica invece potrebbero essere clienti ideali per Magna. Qui però entra in gioco la questione fondi a disposizione.

Costruire uno stabilimento infatti è questione di miliardi di dollari e per aziende ricche di idee e progetti ma senza i fondi necessari - senza voler tirare in ballo la questione Silicon Valley Bank - affidarsi a un fornitore come Magna sarebbe fin troppo costoso. Perché un conto è fare come Fisker che per la sua Ocean ha scelto l'impianto austriaco di Graz, un altro è dover partire dal classico foglio bianco. 

Secondo Narayan una soluzione potrebbe essere di chiedere a Magna di sostenere una parte dei costi per far partire la costruzione delle linee di assemblaggio. Difficile però che ciò possa accadere. La situazione potrebbe però essere differente se arrivasse una commessa da parte di un big della tecnologia come Apple, della quale si mormora da anni circa l'intenzione di costruire la Apple Car che però potrebbe essere firmata Foxconn.

Per ora quindi l'idea di aprirsi al mercato statunitense da parte di Magna rimane tale, anche se in futuro le cose potrebbero cambiare.