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Le batterie agli ioni di sodio cresceranno del 600%: lo studio

Tra sistemi stazionari e auto elettriche, il settore produrrà 70 GWh all'anno dal 2033. E la Cina è sempre davanti a tutti

La batteria agli ioni di sodio di CATL

Le batterie agli ioni di sodio adottano una tecnologia tra le più promettenti fra quelle al vaglio per ampliare le chimiche degli accumulatori. Studiate da tempo, sono diventate realtà in campo automobilistico grazie alla Hua Xianzi, citycar cinese prodotta dalla joint venture tra Jac Motors e Volkswagen.

Presto altre vetture adotteranno batterie simili, grazie soprattutto all’impegno di CATL e BYD, che dovrebbero immettere in commercio i loro prodotti entro l’anno. Oggi un rapporto della società di analisi IDTechEx dal titolo “Batterie agli ioni di sodio 2023-2033: tecnologia, attori, mercati e previsioni” traccia il futuro di questa tecnologia nel decennio a venire. Vediamo cosa dobbiamo aspettarci.

Densità in crescita

Partiamo col dire che le batterie agli ioni di sodio sono considerate attraenti da una moltitudine di soggetti (sia nel campo dell’accumulo stazionario sia in quello dell’autotrazione) perché sono economiche, sicure e sostenibili. Questo grazie a materie, come il sodio appunto, che sono facilmente reperibili in natura e che non necessitano di complessi processi di trasformazione.

Come crescerà il mercato delle batterie agli ioni di sodio

Il limite principale di questo tipo di accumulatori è sempre stata la scarsa densità energetica. Questa caratteristica ne ha limitato l’uso, circoscrivendolo principalmente ai sistemi di stoccaggio, dove il fattore economico è di gran lunga più importante di peso e volume. Però, grazie ai progressi conquistati negli ultimi anni, adesso la batteria agli ioni di sodio ha raggiunto densità simili a quella al litio ferro fosfato (siamo intorno ai 150-160 Wh/kg), che già trova numerose applicazioni anche in campo automotive.

Un problema di peso

C’è poi un altro ostacolo alla diffusione delle batterie agli ioni di sodio: il peso. Nel confronto con una batteria agli ioni di litio, di cui ricalcano struttura e modalità di funzionamento, possono arrivare ad avere una massa anche tre volte superiore. Un bel problema quando si parla di oggetti mobili.

Però, se sulle auto elettriche troveranno scarsa applicazione, per altri tipi di veicoli potranno essere usate senza troppi problemi. Le batterie agli ioni di sodio, per le caratteristiche di potenza, sicurezza e costo, andranno bene su moto, scooter e bici elettriche, come sulle microcar. E qui si torna al rapporto citato all’inizio.

La Jac Hua Xianzi, prima auto dotata di batterie agli ioni di sodio

La Cina guida il settore

Secondo IDTechEx, il mercato delle batterie agli ioni di sodio nei prossimi 10 anni crescerà a un ritmo del 27% annuo: appena entrato in commercio, passerà dai 10 GWh del 2025 ai circa 70 GWh del 2033: praticamente del 600%. Accadrà perché sarà sempre più utilizzata sia nei sistemi stazionari sia per veicoli elettrici di varia natura.

  • 2025: 10 GWh
  • 2026: 12,7 GWh
  • 2027: 16,1 GWh
  • 2028: 20,5 GWh
  • 2029: 26 GWh
  • 2030: 33 GWh
  • 2031: 41,9 GWh
  • 2032: 53,3 GWh
  • 2033: 67,7 GWh

Ecco perché tante aziende si stanno cimentando in questo campo. Accade in Europa e in America, ma soprattutto in Cina, che anche su questo frangente sembra essere un passo avanti alla concorrenza. Lo studio di IDTechEx, infatti, afferma che, grazie al sostegno del Governo, nel Paese del Dragone sono già oltre 20 le aziende che in tempi brevi immetteranno questo tipo di accumulatori sul mercato.