Il software innanzitutto. Ecco cosa differenzierà le auto di domani. Certo il design rimarrà parte importante, le prestazioni anche, così come l’autonomia (l’auto elettrica, piaccia o non piaccia, è il futuro). Ma il software sarà ciò che differenzierà davvero un modello dall’altro. Campo di battaglia per i costruttori di tutto il mondo.

Software Defined Vehicle per dirla all’inglese. Ed ecco allora che al fianco di fabbriche nascono sempre più centri di ricerca e sviluppo, fucine di cervelli a dare forma e sostanza a linee e linee di codice per dire alle auto come comportarsi, cosa fare, quali servizi offrire. Luoghi come il nuovo Innovation Center aperto da NIO a Berlino. Ufficio di 1.500 metri quadri infarcito di ingegneri software che ho visitato nel giorno dell’inaugurazione, per capire come sta crescendo il mondo software all'interno dell'universo automobilistico.

Come un albero

“Si può definire NIO come una software house che fa anche auto?” ho chiesto a Hui Zhang, vice presidente NIO Europa. Non sapevo se aspettarmi “sì” come risposta o uno sguardo strabuzzato. Quel “sì” però è arrivato, accompagnato da un “siamo anche un brand lifestyle” (ma ci arriveremo dopo).

Hui Zang

Un cambio di paradigma rivoluzionario, perché da produrre “pezzi” di acciaio capaci anche di offrire più o meno funzioni smart si passa al scrivere software sempre più raffinati e complessi ad accompagnare – e rendere più sicuri – gli spostamenti su ruote.

Software per gestire l’infotelematica e l’assistente vocale (“Nomi” nel caso di NIO) ma non solo: la mobilità elettrica permette di definire come un motore si comporta, quanto e come “spremere” le batterie, passando per caratteristiche più “comuni” come settare l’assetto o aggiornare il sistema di infotainment, dandogli sempre più funzioni. Siamo abituati a chiamare tutto questo aggiornamenti “OTA” (over the air). NIO però va oltre e non solo rende sempre al passo con i tempi il proprio software. Aggiorna anche il firmware.

Nio FOTA

Nio FOTA

Nio FOTA

Nio FOTA

Per i meno geek il parallelo con gli smartphone è il più azzeccato: i classici aggiornamenti OTA agiscono sulle singole funzionalità del sistema, come quando si scaricano le nuove versioni delle app che abbiamo sul nostro telefono. Il firmware è ciò che fa girare le app, il sistema operativo. Ciò che contiene tutti gli altri software. Se siete petrolhead il software può essere considerato una ruota o una qualsiasi appendice aerodinamica. Il firmware è il motore.

L’immagine utilizzata dagli uomini della Casa è ben più evocativa: un albero, con il software come radice e la caratteristica di crescere in continuazione, con sempre più rami.

Nio FOTA

Gli aggiornamenti disponibili per le auto Nio

E non dovete pensare ad aggiornamenti sporadici: nella sua relativamente breve vita NIO è già alla seconda generazione del proprio sistema operativo (chiamato Banyan e basato su Android Open Source Project) e tra ottobre e oggi gli aggiornamenti FOTA sono stati già 10. Ed entro fine anno è previsto un completo ripensamento del sistema di infotainment, con nuove funzionalità.

Non clienti ma utenti

L’essere una software house trasforma non solo l’azienda ma anche chi utilizza i suoi servizi. I clienti diventano utenti. E collaboratori. Questo perché dalla loro esperienza d’uso NIO impara ed evolve il proprio software utilizzando una sorta di loop che dai feedback degli automobilisti prende spunto per le nuove release dei software.

Loop che funziona così: feedback da parte dell’utente (affidato a Nomi, dicendo “Hei Nomi, ho un feedback” o all’app ufficiale della Casa) --> raccolta dati e smistamento in gruppi di pertinenza e priorità --> sviluppo nuova funzionalità o aggiornamento da parte del team di ricerca e sviluppo --> test di validazione --> rilascio ai betatester --> test di 2 settimane prima di rilascio ufficiale --> aggiornamento OTA per tutti --> ricezione di feedback da parte degli utenti

E si ricomincia il giro. Come detto ogni segnalazione degli utenti viene catalogata per tematica e importanza e non è detto che ognuna troverà sbocco in un qualche aggiornamento, ma come avviene per numerosi servizi che utilizziamo normalmente c’è una sorta di filo diretto tra chi utilizza il device e chi lo produce.

Aggiornamenti che, nel mondo NIO, devono rispettare 5 punti principali:

  • Essere facili
  • Colpire tutti i sensi
  • Dare senso di libertà
  • Conoscono l’utente
  • Essere rassicuranti
Nio FOTA

La plancia della NIO ET5

In tutto questo la grafica gioca naturalmente un ruolo fondamentale: un software può anche essere scritto alla perfezione, ma se i comandi per attivarlo non sono gradevoli alla vista (e facili da usare) la risposta da parte degli utenti sarà negativa.

Risposta che può essere negativa anche per l’assistente vocale Nomi, il primo ad avere un “volto” reso da animazioni su un monitor oled circolare sistemato sopra la plancia. Una soluzione che piace, ma non a tutti. Ecco quindi che al suo posto si può avere un ben più anonimo rettangolo (chiamato Halo) con una cornice luminosa. Dare agli utenti quello che gli utenti chiedono, anche se si tratta di hardware.

Nomi Halo

NOMI Halo

Nomi

NOMI Mate

Non solo batterie

A proposito di hardware: se il software può continuamente aggiornarsi fungendo quasi da elisir di lunga vita per l’auto, le componenti elettroniche invecchiano e prima o poi non riusciranno a far girare i programmi. O forse no. In Cina infatti NIO permette di aggiornare alcune componenti delle centraline – organizzate in maniera differente rispetto alle altre auto, per risparmiare spazio e rendere l’architettura più semplice – così da essere sempre aggiornati. Esattamente come avviene sui computer. E come avviene per le batterie nelle stazioni di battery swap.

NIO Battery Swap

Una stazione di battery swap di NIO

Computer: ecco cosa stanno diventando le auto. Cervelloni su ruote, con il software a fare la differenza e definirne ogni aspetto. E chi riuscirà a primeggiare in questo frangente avrà un enorme vantaggio sulla concorrenza, potendo magari offrire i propri sistemi ad altri. Eventualità che per ora non rappresenta una priorità per NIO, intenta a radicarsi sui vari mercati, europeo incluso (in Italia arriverà, pare, nel 2024) non solo con le auto.

Al brand cinese infatti interessa anche l'aspetto lifestyle e in questo sta investendo molto "Nel 2022 abbiamo venduto 122.000 auto e 8 milioni di pezzi di merchandise" mi ha detto Hui Zhang. Tutto è marketing e per un marchio giovane come NIO l'importante è farsi conoscere. Non obbligatoriamente per le proprie auto.