Continuano a crescere le immatricolazioni di auto nuove in Europa. Se si considerano i dati anche i dati di Regno Unito, Islanda, Norvegia e Svizzera, a settembre l’analisi dell’Acea (l’associazione europea dei Costruttori) evidenzia un +11,1% complessivo su settembre 2022, con le elettriche che sono ancora una volta protagoniste.

Le auto a batteria, infatti, crescono del 13,2% sullo stesso periodo del 2022, con 187.358 registrazioni e una quota di mercato del 16,1%.

L’analisi

Guardando ai singoli mercati, chi cresce di più in assoluto è la Grecia, con un +167,7% su settembre 2022 (anche se i numeri restano ridottissimi, con 755 unità immatricolate). Molto bene anche il Belgio, che ha visto aumentare le vendite del 140,9% passando dalle 3.797 elettriche di settembre 2022 alle 9.146 delle scorse settimane.

I mercati di riferimento restano Germania e Francia, che fanno registrare andamenti contrastanti. Se in Francia le elettriche sono cresciute del 34,2% arrivando a 30.173 unità, in Germania c’è stato un forte calo del 28,6% (31.714 immatricolazioni). Tra le ragioni di questo dato c’è molto probabilmente la fine degli incentivi statali destinati alle aziende per l’acquisto di nuovi modelli “green”.

Non bene l'Italia, con un -2,3% sul 2022 e 4.944 elettriche vendute.

Le vendite di elettriche tra gennaio e settembre 2023

L’analisi cambia se si considerano i primi nove mesi del 2023, con le elettriche che recitano un ruolo importante con una crescita del 46,9% rispetto allo stesso periodo del 2022 (contro una crescita complessiva del 17% considerando tutte le alimentazioni).

In pratica, si è passati dal milione di immatricolazioni a quasi un milione e mezzo di BEV in tutta Europa.

Tesla Model Y in ricarica presso una stazione di sovralimentazione

La Tesla Model Y resta una delle elettriche più vendute in Europa

Il segno positivo è presente in tutti i Paesi, con la leggera eccezione della Norvegia (-0,3%), anche se questo mercato è ormai praticamente “saturo” di vetture elettriche. In questo scenario, è positivo anche il +27,6% dell’Italia (da 35.869 a 45.758 immatricolazioni), anche se questo dato è il quarto peggiore in Europa dopo quelli di Malta (+25,1%), Ungheria (+22,2%) e della già citata Norvegia.