Quello delle terre rare è un tema sempre più rilevante nel mondo delle auto elettriche. Si tratta di 17 elementi chiave per la realizzazione per componenti elettriche, vitali quindi non solo per i veicoli a emissioni zero. Notebook, smartphone, tablet, console e via dicendo. Per ottenerli bisogna ricorrere all'estrazione e circa l’80% dei giacimenti sono sotto il controllo della Cina.

Bisogna quindi fare ancora una volta i conti con il colosso asiatico? Per ora ancora sì, ma sono molte le aziende intente a sviluppare motori elettrici senza terre rare, così da abbattere i costi e le emissioni di CO2 complessive. Tra le Case protagoniste di questa rivoluzione c'è Renault che, a 18 mesi dall'annuncio della collaborazione con Valeo, ha presentato i primi dettagli sul motore sincrono a eccitazione elettrica E7A. Privo di terre rare.

Piccolo e potente

Di motori sincroni a eccitazione elettrica Renault è esperta: il debutto infatti è avvenuto nel 2012 a bordo della ZOE. Più di una decade di esperienza utilizzata per creare la nuova unità, di tipo all in one e - come detto - priva di terre rare.

Secondo i primi dettagli il motore E7A di Renault e Valeo è il 30% più piccolo - a parità di potenza - rispetto agli attuali motori che equipaggiano la Megane E-Tech elettrica e la Scenic E-Tech elettrica. Inoltre l'impronta carbonica è inferiore del 30%. Utilizzando un rotore avvolto al posto dei magneti permanenti, Renault migliora la resa del motore, assicura la propria catena di approvvigionamento ed evita di dipendere dai Paesi produttori di terre rare e magneti.

Più veloce

Sempre secondo i dati ufficiali il motore E7A senza terre rare contribuirà anche a ridurre i tempi di ricarica delle batterie, in quanto il sistema sarà a 800 Volt, inoltre lo statore firmato Valeo aumenterà potenza e l'efficienza. Nella sua versione top di gamma infatti raggiungerà i 20 kw (272 CV), senza pesare eccessivamente sull'autonomia. 

Attualmente la nuova unità E7A è in fase di test, ma Renault punta al 2027 per iniziarne la produzoine nello stabilimento di Cléon.