Non solo dazi doganali più alti, che potrebbero persino aumentare (di nuovo). Gli Stati Uniti starebbero pensando anche ad altre restrizioni alle importazioni delle auto elettriche cinesi. A rivelarlo è l’agenzia di stampa americana Bloomberg, informata da “persone vicine alla questione”.

Nel mirino di Washington finiscono soprattutto le vetture a batteria più “intelligenti”, ovvero quelle connesse con interno ed esterno e che raccolgono una serie di dati su automobilista e ambiente circostante; informazioni che confluiscono poi negli archivi all’ombra della Grande Muraglia, col rischio – secondo le autorità a stelle e strisce – di finire nelle mani sbagliate.

Anche i componenti

Le eventuali misure colpirebbero anche i componenti per auto elettriche “smart” e si applicherebbero indipendentemente dal luogo di assemblaggio dei veicoli. L’obiettivo è evitare che i Costruttori cinesi bypassino le limitazioni facendo transitare i prodotti attraverso Stati terzi come il Messico. Non è poi da escludere che la stretta riguardi altri Paesi osservati speciali.

Sconosciuti gli altri dettagli. Una delle ipotesi è comunque quella di regolare le transazioni attraverso il dipartimento del Commercio, che rifiuta però di commentare le voci (come la Casa Bianca). Intanto, si valutano eventuali aggiustamenti alle tasse del 27,5% sull’import cinese, mentre un altro ordine esecutivo sulla protezione della privacy è atteso per la prossima settimana. È un nuovo capitolo nel braccio di ferro fra Occidente e Cina?