Cina? No, il Canada avrà la catena delle forniture migliore
Secondo BNEF, le politiche di Ottawa premieranno il Paese nel settore delle materie prime per le batterie delle auto elettriche
Oggi comanda la Cina, ma domani sarà il Canada. Ne sono sicuri gli esperti di BloombergNEF (BNEF), che stilano la classifica dei Paesi più virtuosi nella creazione di catene delle forniture per batterie agli ioni di litio sicure, affidabili e sostenibili. E a sorpresa, nell’edizione del 2024, Ottawa batte Pechino.
È la prima volta che il Dragone perde il primato detenuto finora, anche se – specifichiamo e ricordiamo – protagonisti della graduatoria sono i sistemi di approvvigionamento di domani. Ma qual è il segreto del (futuro) successo canadese?
Politiche e amicizie
Studiando 30 Stati e basandosi su 46 parametri per valutare il potenziale di 5 categorie (materie prime, produzione di batterie, domanda downstream, considerazioni Esg e industria, infrastrutture e innovazione), gli analisti premiano il Canada per i progressi nel settore manifatturiero e produttivo.
Una batteria BMW
Merito di politiche provinciali e locali sull’auto e vicinanza con gli Stati Uniti, terzi in classifica. Qui l’Inflation Reduction Act (Ira) contribuisce alla crescita di tutto il Nord America, compreso il Messico, che sale di 9 posizioni, al 19° posto.
Chi sale e chi scende
La Cina continua a godere del vantaggio accumulato negli anni, ma BNEF dubita della tenuta nel lungo periodo. Bene poi alcuni Paesi africani (Sudafrica, Marocco e Repubblica democratica del Congo) e del Sud e Sud-Est asiatico.
“Gli investimenti globali nella catena di approvvigionamento di energia pulita, comprese le fabbriche di apparecchiature e la produzione di metalli per batterie, quest’anno hanno raggiunto un nuovo record di 135 miliardi di dollari”, commenta Kwasi Ampofo, eesponsabile Metals and Mining di BloombergNEF.
“Detto questo, le relazioni commerciali saranno un fattore interessante da monitorare nel 2024, perché gli sforzi di politica estera in Stati Uniti e Ue continuano a rendere difficile per le aziende internazionali operare nei principali mercati come la Cina”.
Fonte: BloombergNEF (BNEF)
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