Shell Hydrogen chiuderà a breve tutte e sette le sue stazioni di rifornimento a idrogeno in California. L'azienda, che ha confermato pubblicamente la questione, non gestirà più stazioni H2 per veicoli leggeri negli Stati Uniti.

Si tratta di una notizia importante, che aggiorna sullo stato di avanzamento globale di questa nuova tecnologia che sta faticando a decollare, per problemi di approvvigionamento e di affidabilità degli impianti.

In via ufficiale

Il motivo per cui Shell Hydrogen ha deciso di chiudere tutte le sue stazioni di rifornimento californiane si può leggere nella lettera scritta dal vicepresidente dell'azienda, Andrew Beard, il quale afferma che la causa sono le " complicazioni nella fornitura di idrogeno e altri fattori di mercato esterni".

Riguardo questi ultimi, come riportato da molte agenzie di stampa globali, uno è sicuramente quello inerente l'affidabilità degli impianti a lungo termine, che sono molto complessi da mantenere e richiedono "cure" estremamente costose.

L'infrastruttura di rifornimento di idrogeno nel mondo

L'infrastruttura di rifornimento di idrogeno in California, prima della chiusura dei 7 impianti Shell Hydrogen

Il problema è di quelli gravi e, a tal proposito, anche un altro leader globale dell'idrogeno, Iwatani, una società di gas giapponese, sta attualmente facendo causa alla società che ha fornito la tecnologia di base per le sue stazioni. In un documento legale, visionato da Hydrogen Insight, la stessa multinazionale sostiene che il fornitore non ha testato le sue apparecchiature in uno scenario commerciale reale.

Che ne sarà dell'idrogeno?

Il terremoto che si sta generando intorno alle tecnologia a idrogeno rende, a tutti gli effetti, il futuro di questo carburante molto incerto, come anticipato in un approfondimento, almeno per quanto riguarda l'utilizzo su veicoli leggeri, come le auto.

Poche aziende, infatti, sono in grado di fare meglio di Shell quando si tratta di infrastrutture di rifornimento e dato che oggi il modo più economico di produrre idrogeno implica l'utilizzo di molto gas naturale, la vicinanza della questione all'industria dei combustibili fossili avrebbe dovuto renderlo più economico e incentivare la creazione di una solida rete di distributori.

Tutto questo, però, non sta ancora accadendo o sta accadendo a rilento. Non ci sono infatti ancora aggiornamenti riguardo le nuove stazioni italiane che, in teoria, dovrebbero essere in fase progettuale o costruttiva.