Da stazioni carburanti a punti di ricarica per auto elettriche: la mappa
E-Distribuzione e Rse mostrano i benzinai migliori dove installare le colonnine del Pnrr: ecco il link
Il pieno alla batteria dell’auto elettrica come quello al serbatoio di benzina. È uno degli obiettivi del Pnrr, che assegna 713 milioni di euro alle aziende per installare 21.255 punti di ricarica in città e fuori (ma non in autostrada), dando una corsia preferenziale alle stazioni carburanti.
Ma quali sono le location migliori da infrastrutturare? Una risposta provano a darla E-Distribuzione (società che gestisce la rete elettrica italiana) e Ricerca sul Sistema energetico (Rse, società che si occupa di analisi nel settore) con una mappa interattiva online.
Verde o grigio?
Basta aprire questo link per trovarsi davanti a una cartina dell’Italia tappezzata da puntini blu. Ognuno rappresenta una delle circa 17.600 stazioni carburanti che sorgono negli oltre 7.400 Comuni italiani (su quasi 7.900 totali) gestiti da E-Distribuzione.
Cliccandoci sopra si scoprono i dettagli sulle connessioni di ogni location. In base ai lavori di aggiornamento alla rete da fare (o non fare) per installare le colonnine, le infrastrutture sono contrassegnate da tre colori: verde scuro, verde chiaro e grigio. Così E-Distribuzione e Rse danno il loro giudizio.
Le stazioni carburanti diventeranno punti di ricarica per auto elettriche
Il tempo stringe
Ma a che punto sono le procedure per dare vita ai 21.255 punti di ricarica (13.755 in città e 7.500 fast e ultrafast su strade extraurbane) del Pnrr? Riavvolgiamo il nastro. Risalgono a un anno fa i decreti attuativi e bandi del Mase (ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica) destinati alle imprese interessate a installare le colonnine.
La prima tornata di gara aveva però riscosso scarso successo, a causa sia della poca chiarezza dei testi, sia dei tempi ristretti per presentare i progetti, come denunciato dalle stesse aziende. Il Mase si era quindi rivolto al Gestore dei Servizi energetici (Gse) e a Motus-E per raccogliere un po’ di idee su come rivedere i bandi, emanarne di nuovi e indire almeno una seconda gara.
Sta di fatto che, da allora, è tutto fermo. Intanto il tempo stringe, perché i soldi dell’Unione europea vanno spesi entro la fine del 2025. La speranza è che la mappa di E-Distribuzione e Rse possa accelerare i lavori, aiutando le imprese a scegliere le stazioni più adatte.
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