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I piani dell’Europa per batterie “made in Ue”
L’Unione europea si dà nuove regole per diventare indipendente dall’Asia, aumentando produzione e riciclo degli accumulatori: cosa sapere

Riccardo Ciriaco 
Di: Riccardo Ciriaco
27 mar 2024 alle 07:00
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Auto elettriche, bici e monopattini, ma anche smartphone, tablet e computer. Le batterie sono ormai dappertutto; ci circondano e, silenziosamente, entrano nella nostra quotidianità e nelle nostre vite. E, soprattutto, sono fondamentali per abbandonare i combustibili fossili e abbracciare la transizione.
L’Europa lavora quindi per diventare indipendente dall’Asia, continente che oggi fornisce la maggior parte delle materie prime e degli accumulatori finiti. Le ultime due iniziative targate Ue si chiamano Battery regulation e Critical raw materials act. Scopriamole.
Dalla produzione al riciclo
La prima è un regolamento approvato in via definitiva a luglio 2023 ed entrato in vigore a febbraio scorso. Prevede una serie di norme che coprono l’intero ciclo di vita degli accumulatori: dalla produzione al riciclo, passando per utilizzo e riutilizzo.
L’obiettivo è garantire batterie sicure, sostenibili e competitive. Le regole valgono inoltre per tutti i tipi di accumulatori: quelli usati su veicoli, dispositivi elettronici, nelle industrie e in sistemi di avviamento, illuminazione e accensione.

Batterie BMW 46xx
Cuore della Battery regulation sono alcuni target minimi che i produttori devono rispettare nella raccolta rifiuti (ovvero le batterie a fine vita), pari al 63% entro il 2027 e al 73% entro il 2030. Gli standard sono invece del 51% entro il 2028 e del 61% entro il 2031 per gli accumulatori dei veicoli.
Target sulla raccolta rifiuti
- 63% entro il 2027
- 73% entro il 2030
Spuntano poi i target di recupero del litio (50% entro il 2027 e 80% entro il 2031) e i livelli minimi di contenuto riciclato che le batterie devono rispettare: 16% per il cobalto, 85% per il piombo, 6% per il litio e 6% per il nichel. Per gli accumulatori al nichel-cadmio si parla di 80% entro il 2025.
Tassi di recupero
- 16% per il cobalto
- 85% per il piombo
- 6% per il litio
- 6% per il nichel
Fra le altre cose, il regolamento impone la possibilità per l’utilizzatore di rimuovere e sostituire le batterie degli apparecchi. Ecco poi dei criteri su prestazioni, durabilità e sicurezza e restrizioni contro sostanze pericolose quali mercurio, cadmio e piombo.
Ultime, ma non meno importanti, sono le prescrizioni che riguardano etichettatura e informazioni su componenti e contenuto riciclato. Fanno capolino anche un “passaporto elettronico della batteria” e un codice QR.

Campioni di litio
La ricetta contro la dipendenza
Il Critical raw materials act (Crma) punta invece a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile dei minerali utili alla transizione. Contiene perciò un elenco di materie prime (34) e strategiche (17) e fissa parametri di riferimento per la copertura del consumo annuo di materie prime: 10% da estrazione, 40% da raffinazione nel Vecchio Continente e 25% da riciclo.
Copertura consumo annuo di materie prime
- 10% da estrazione
- 40% da raffinazione
- 25% da riciclo
Si parla poi di semplificazione delle autorizzazioni: 27 mesi al massimo per l’estrazione e 15 mesi per i progetti di riciclo e lavorazione.
“Per facilitare lo sviluppo di progetti strategici – fanno sapere le Istituzione europee –, gli Stati membri creeranno punti di contatto unici al livello amministrativo opportuno e nella fase pertinente della catena del valore delle materie prime critiche”.
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Fonte: Consiglio dell'Ue (Crma), Consiglio dell'Ue (Battery regulation)
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