Un mese dopo degli Stati Uniti, che hanno aumentato i dazi sulle importazioni dei veicoli elettrici cinesi portandoli dal 25% al 100%, l'Unione europea prepara la stessa mossa, attesa per questa settimana. Nell'attesa però dell'annuncio di Bruxelles, la svedese Volvo prepara la contromossa e valuta il trasloco della produzione dalla Cina al Belgio.

Sono alcuni insider anonimi dell'azienda, intervistati dal Times di Londra, a rivelare la strategia, che coinvolgerebbe i Suv EX30 ed EX90, realizzati rispettivamente nello stabilimento Geely a Zhangjiakou, nel nord del Paese, e in quello Volvo e Daqing.

Recap

Il cambio di programma si inserisce in un contesto che vede una guerra commerciale all'orizzonte fra Ue e Cina, accusata di tentata conquista dell'Europa con auto elettriche proposte a basso costo grazie a dumping industriale: una pratica che minaccia le Case locali.

Secondo infatti un'analisi di Transport & Environment, un veicolo a batteria su quattro commercializzato quest'anno nel Vecchio Continente sarebbe prodotto all'ombra della Grande Muraglia, compresi modelli di BYD, Polestar, Tesla, MG e altri.

Volvo EX30 Ice Drive

Le tariffe punitive sarebbero quindi il risultato di un'indagine antisovvenzioni sulle vetture 'made in China': "Il loro prezzo - aveva dichiarato la presidente Ursula von der Leyen nell'annunciare l'inchiesta - è tenuto artificialmente basso da enormi sussidi statali. Questo distorce il nostro mercato".

Chi dice "no"

Parte dell'industria europea si oppone però al giro di vite. Marchi tedeschi come BMW, Mercedes e Volkswagen temono ripercussioni sui loro affari, che dipendono per il 20-23% dalle operazioni in Cina.

L'inizio della produzione dell'EX30 in Belgio era previsto per il 2025, ma il costruttore potrebbe ora anticipare i tempi. Non sappiamo però se ci saranno modifiche ai prezzi, di 35.900, 39.100 e 48.200 euro in Italia.