Cosa rende economico il Tesla Cybercab? Ha la metà dei pezzi
Il robotaxi costerà poco e sarà economico anche da mantenere. Perché ha il 50% delle componenti in meno di una Tesla Model 3
Il robotaxi di Tesla, chiamato Cybercab, vuole essere prima di tutto competitivo. E per essere competitivo deve avere un prezzo basso ed essere economico da mantenere. Così, quando è stato progettato, ha avuto come prerogativa quella di ridurre il più possibile i costi di produzione.
Tesla è diventata molto brava a risparmiare, come ha rivelato durante la prima tappa di un tour di presentazione al pubblico del suo veicolo a guida autonoma presso uno degli store californiani a San Jose. A spiegare il lavoro svolto c'era l'ingegnere a capo del progetto, che ha affermato che il veicolo ha circa la metà dei pezzi rispetto a una Tesla Model 3.
Tutte le aree dove si è risparmiato
Partiamo dalle cose facili: due sedili al posto di cinque; niente volante; zero pedali. Ma il cambiamento ha ben altra portata: "Due sedili aprono molte opportunità dal punto di vista aerodinamico - ha dichiarato Eric, l'ingegnere che ha guidato la realizzazione del robotaxi -. Ci ha permesso di ridurre drasticamente il numero di parti della Cybercab. Metteremo sul mercato un'auto che ha circa la metà dei componenti della Model 3 di oggi".

Andando oltre all'assenza di volante, pedali e sedili posteriori (con le relative portiere), per ridurre al minimo i componenti sul robotaxi si è lavorato anche su dettagli più piccoli. Per esempio, la presenza di soli tre interruttori fisici: due sulla console centrale, il cui scopo dovrebbe essere l'azionamento dei finestrini o l'apertura delle porte, e uno per la luce interna.
Il tetto, poi, è in metallo e non in vetro. Costa meno, a detta di molti ha un'insonorizzazione migliore, ed è più facile da smaltire e recuperare una volta che il veicolo giunge a fine vita. Non è un dettaglio da poco, visto che Tesla, con il metodo "unboxing", sta lavorando su ogni dettaglio per rendere la produzione più efficiente.
Tesla ha anche risparmiato molto a livello di carrozzeria. Secondo un utente di X che ha partecipato all'evento di presentazione del veicolo, il Cybercab avrebbe solo 80 parti esterne; una Model Y arriva a 200. Inoltre, il robotaxi ha la ricarica wireless: altra semplificazione dettata dalla presenza di meno componenti.
Il Tesla Cybercab in azione
Meno pezzi significa anche meno manutenzione
"Questo veicolo è destinato ad avere un'efficienza estrema e lavoriamo sodo per ottenerla - ha continuato l'ingegnere di Tesla -. L'efficienza non si basa solo sul consumo energetico, ma anche sul concetto di semplicità. Le cose semplici rendono una vettura anche più affidabile e più conveniente alla voce assistenza e manutenzione". Sono tutti vantaggi legati all'assenza di componenti.
Con il progetto del Cybercab, insomma, Tesla sta davvero mettendo in mostra il suo know-how produttivo e ingegneristico. Il robotaxi di Elon Musk e soci è un vanto non solo per la tecnologia di assistenza alla guida, ma anche per l'ingegnosità della progettazione, che consente di tenere il prezzo finale sotto i 30.000 dollari.
Naturalmente, tutto questo è inutile se Tesla non riesce a risolvere il problema del Full-Self Driving. Sebbene l'ultima versione abbia apportato alcuni importanti progressi, non è ancora perfetta. Se vuole rispettare l'ambizioso calendario di rilascio del robotaxi, previsto per il 2026, la Casa deve correre. E deve sperare che i Governi facciamo altrettanto dal punto di vista normativo. Musk afferma che la guida completamente autonoma è alle porte dal 2016. Vedremo se a distanza di 10 anni avrà effettivamente ragione.
Fotogallery: Tesla Cybercab
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