Volvo ES90: perché è la Volvo più aerodinamica di sempre
La nuova berlina elettrica annuncia una super efficienza grazie anche al Cx di appena 0,25: i suoi segreti
Volvo ha rilanciato la sfida nel settore delle berline premium elettriche con la nuovissima ES90. Senza allontanarsi troppo dal solco della tradizione, se non per la scelta di sostituire il classico baule con un ampio portellone, questa berlina fonda stile classico con un design di ultimo grido. Soprattutto, però, promette un'efficienza e un'autonomia da record: ben 700 km di percorrenza con una ricarica.
Quali sono i segreti di un risultato così rilevante? Certamente lo sviluppo tecnologico, che passa attraverso la nuova piattaforma e l'evoluzione delle batterie, ma non soltanto. Su tutte le auto, quelle elettriche in modo particolare, l'aerodinamica gioca un ruolo fondamentale e quella della ES90 è letteralmente da record. Il suo valore, di 0,25 Cx, è infatti il migliore mai ottenuto su una Volvo. A titolo di confronto, infatti, la piccola EX30 arriva a un già ottimo 0,28 Cx e l'ammiraglia EX90 a 0,29 Cx.
Cos'è il Cx
In due parole, il coefficiente di resistenza aerodinamica misura la resistenza di un corpo a scorrere in un fluido, in questo caso l'aria, ed è il risultato di due fattori: la forma dell'oggetto e l'attrito generato dalle sue superfici. Sull'efficienza generale influiscono poi altre caratteristiche come le dimensioni, perché più un veicolo è grande più aumenta la sua sezione fontale. Ma il Cx è un dato indipendente da questioni di misure. Quindi cosa hanno di così speciale forma e superficie della ES90? Eccolo spiegato.
Il profilo della Volvo ES90
1 - La lunghezza
Ben cinque metri non sono pochi, ma in questo caso fanno gioco: un corpo allungato ottiene infatti un risultato migliore in termini aerodinamici rispetto a uno corto. Basti pensare che, nella storia, alcune auto da corsa realizzate per gare di durata con rettilinei molto lunghi, come la 24 Ore di Le Mans, venivano dotate di code molto più lunghe e affusolate.
Volvo ES90 la vista posteriore
La ES90 ha inoltre una linea dell'abitacolo che si spinge molto più all'indietro rispetto a una tradizionale berlina dal lunotto fisso e, così, si favoriscono i flussi aerodinamici. Anche lo spoiler posteriore è poco pronunciato, perché - più che generare carico sulle ruote posteriori - deve favorire lo scorrimento.
2 - L'eliminazione delle sporgenze
Maniglie incassate a filo carrozzeria, che fuoriescono soltanto al momento dell'uso, sono uno degli espedienti più usati oggi dai costruttori, ma non soltanto. Il lunotto panoramico è privo di tergicristallo, mentre quelli per il parabrezza scompaiono totalmente sotto la linea del cofano. Restano al loro posto i classici specchietti retrovisori, la cui forma è però stata studiata con attenzione.
Volvo ES90 la fiancata
Volvo ES90, il dettaglio di una delle ruote
Anche la posizione delle ruote perfettamente a filo della carrozzeria ha la sua importanza, per non parlare del disegno aerodinamico dei cerchi, che tuttavia non sono completamente sigillati e lasciano ancora intravedere il complesso dei freni. In questo caso Volvo ha cercato una via di mezzo tra funzione ed estetica, curando molto il profilo del passaruota, che riduce lo spazio tra pneumatico e carrozzeria, e le nervature al di sopra dei passaruota stessi.
Volvo ES90, un dettaglio del frontale
Il cofano della Volvo ES90
3 - Frontale quasi interamente sigillato
Mascherina e paraurti sono privi di feritoie e gli alloggiamenti delle fanalerie sono ridotti all'essenziale. Le uniche prese d'aria per il raffreddamento si trovano nella parte bassa del frontale, nella porzione non verniciata. Anche i "canali" ricavati al lati del cofano sono studiati per indirizzare meglio i flussi aerodinamici ai fianchi.
Per sapere altro sulla nuova Volvo ES90, vi lasciamo il link all'articolo di Motor1 e, qui sotto, il video.
Fotogallery: Volvo ES90 (2025): le prime immagini
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