Ci sono sempre più mezzi a batteria anche nell’estrazione mineraria
La recente commessa da parte di Sandvik per la fornitura di 22 veicoli elettrici negli Stati Uniti vale circa 68 milioni di euro
Negli ultimi anni diverse grandi compagnie minerarie hanno cominciato a usare o stanno testando camion, pale e altri mezzi di grande portata mossi esclusivamente da batterie, sostituendo progressivamente i tradizionali motori diesel. Queste macchine a zero emissioni riducono l’inquinamento, il rumore e il calore in galleria, rendendo il lavoro più sicuro e meno costoso dal punto di vista energetico, ma richiedono nuove aree di ricarica e modelli di gestione delle batterie.
La recente commessa da parte di Sandvik per la fornitura di 22 veicoli elettrici destinati al progetto Hermosa di South32 negli Stati Uniti, in Arizona, (un accordo del valore di circa 68 milioni di euro) segna un altro passo concreto verso un’estrazione mineraria più sostenibile.
Si tratta di sei bulloni per il sostegno delle gallerie, cinque trapani di sviluppo, quattro pale da 18.000 kg e tre dumper sotterranei, tutti azionati a batteria, capaci di azzerare le emissioni di scarico, limitare il calore generato fino all’80–90%, abbattendo i costi di ventilazione fino al 50%.
Manganese e zinco dal 2027
Hermosa è l’unico progetto avanzato negli Stati Uniti in grado di estrarre due minerali critici per la transizione energetica: il manganese e lo zinco, insieme a piombo e argento nei depositi Taylor e Clark situati a circa 80 km da Tucson, in Arizona.
L’investimento complessivo previsto di 1,52 miliardi di euro include tecnologie per il deposito di sterili a secco che riducono il consumo dell'acqua fino al 75% rispetto agli standard tradizionali, il riciclo delle acque di processo e il backfilling delle gallerie per stabilizzare il sottosuolo e minimizzare la dispersione delle polveri.
Grazie allo status FAST-41 (un provvedimento di spesa e autorizzazione per la rete stradale federale e altre infrastrutture, approvato dal Congresso e firmato dal Presidente il 4 dicembre 201), il progetto ha un iter autorizzativo più rapido e prevedibile senza rinunciare ai controlli ambientali, e la produzione è attesa già nella prima metà del 2027.
Nonostante le preoccupazioni di alcune comunità locali e ONG riguardo alla qualità dell’aria e alla tutela delle falde, South32 ha ottenuto i permessi per l’aria e si è impegnata a rispettare standard internazionali, promuovendo un dialogo trasparente con le autorità e i cittadini.
Altre miniere con mezzi a batteria
I veicoli elettrici pesanti nelle miniere sono una realtà in rapida espansione. Fortescue Metals Group, per esempio, ha sviluppato internamente il prototipo “Roadrunner”, un camion da 240 tonnellate azionato da una batteria da 1,4 MWh che si ricarica in 30 minuti, in prova nelle sue cave australiane. Rio Tinto sta sperimentando a Oyu Tolgoi (in Mongolia) otto camion da 91 t con batterie da 800 kWh e un sistema robotizzato di scambio rapido, per minimizzare i tempi di fermo.
Newmont ha messo in servizio al suo giacimento Cripple Creek & Victor (in Colorado, negli USA) il primo Cat 793 XE elettrico da 240 t, frutto di una collaborazione con Caterpillar per ridurre le emissioni, mentre Vale sta testando due dumper elettrici da 72 t nei siti di Água Limpa (in Brasile) e Sorowako (in Indonesia).
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