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Porsche rivede la strategia sulle batterie
La Casa tedesca ha congelato gli investimenti in Cellforce. Ecco perché e cosa succede adesso

Eleonora Lilli 
Di: Eleonora Lilli
30 apr 2025 alle 07:00
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La transizione verso l’elettrico richiederà anni, non mesi, e dovrà accompagnarsi a soluzioni intermedie per proteggere profitti e clienti. Per questo Porsche ha deciso di ricalibrare la propria strategia sulle batterie e ha confermato una riorganizzazione delle attività legate alle celle ad alte prestazioni.
In particolare, il piano di espansione indipendente del Cellforce Group, la controllata nata per sviluppare batterie su misura per le sportive elettriche di Stoccarda, non sarà portato avanti come inizialmente immaginato.
Le conseguenze finanziarie di questa decisione si faranno sentire già quest'anno. Le cosiddette “spese straordinarie”, stando alle nuove stime di Porsche, passeranno dagli 0,8 miliardi di euro preventivati inizialmente a 1,3 miliardi stimati adesso.
Cos'è cambiato
Alla base di questa svolta c’è un calo inatteso della domanda di modelli elettrici nel segmento lusso, soprattutto in Cina, dove negli ultimi mesi si è registrata una flessione delle immatricolazioni che ha sorpreso persino i vertici Porsche.
A complicare ulteriormente il quadro sono arrivati i dazi statunitensi sulle auto importate, che eroderanno i margini di tutta la gamma Porsche, dalla Macan alla Panamera.

Porsche Macan EV
Queste tensioni hanno indotto la Casa tedesca a rivedere al ribasso le previsioni di fatturato per l’anno in corso: il nuovo intervallo di ricavi attesi si attesta tra i 37 e i 38 miliardi di euro, rispetto ai 39-40 miliardi pronosticati in precedenza, mentre il margine operativo è stato corretto verso il basso, collocandosi ora tra il 6,5 e l’8,5 per cento anziché tra il 10 e il 12 per cento.
Nonostante ciò, l’azienda conferma di non voler rinunciare all’obiettivo di portare la quota di BEV nel proprio mix di vendite al 20-22%, dimostrando che l’impegno sull’elettrico resta un pilastro della strategia di medio termine.
Revisione degli investimenti in Cellforce
Porsche era pronta a far crescere Cellforce Group fino a 20 GWh di capacità produttiva di celle ad alte prestazioni, rispetto all’iniziale 1–2 GWh; questo piano è però stato “non più perseguito in modo indipendente” su decisione del Consiglio di Sorveglianza, che ha approvato la riallocazione delle risorse su altre priorità fino a un’inversione di tendenza nella domanda di EV di lusso.
Di fatto, il progetto di autonoma espansione di Cellforce viene congelato, aprendo però la porta a potenziali partnership o a una cessione totale qualora non si trovi un alleato industriale disposto a condividere rischi e investimenti.
L'auto elettrica resta una priorità
Dietro questa cautela non c’è però un ripensamento sull’importanza della mobilità a zero emissioni, bensì la consapevolezza che il mercato sta andando più lentamente del revisto. Stando ad alcuni analisti intervistati da Reuters, la domanda di EV di lusso registra andamenti molto differenziati: se la Cina mantiene ancora tassi di crescita interessanti, l’Europa mostra segnali di rallentamento e gli Stati Uniti offrono volumi altalenanti, rendendo prudente un approccio graduale.
Porsche, del resto, non è l’unico costruttore di fascia alta a moderare le proprie ambizioni: anche Mercedes e Renault hanno ammesso di aver sovrastimato la rapidità della transizione verso l’elettrico, invertendo in parte la rotta su alcuni modelli previsti originariamente in versione full-electric.
Per questa ragione, il marchio di Zuffenhausen mantiene aperta una “doppia alimentazione”: motori a combustione e sistemi ibridi continueranno a far parte della gamma accanto ai modelli elettrici, garantendo flessibilità e sostenendo i profitti in una fase di mercato ancora incerta.
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