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GM porta le economiche batterie LFP in America

Se il progetto verrà realizzato, questi diventeranno i primi impianti LFP sul suolo americano

2026 GMC Sierra EV
Foto di: General Motors

Negli Stati Uniti, la produzione di batterie per veicoli elettrici è stata a lungo dominata dalla costosa chimica al nichel-manganese-cobalto (NMC). Ma ora le Case auto stanno cambiando strategia, puntando sempre più sulle batterie al litio-ferro-fosfato (LFP), più economiche e adatte a rendere i veicoli elettrici accessibili a un pubblico più ampio.

General Motors (GM), in particolare, sta spingendo per l'adozione di chimiche alternative al fine di abbattere i costi dei suoi veicoli elettrici. Secondo quanto riportato dal Korea Economic Daily, i due principali fornitori di batterie di GM - LG Energy Solution e Samsung SDI - stanno pianificando di avviare la produzione di batterie LFP negli Stati Uniti.

Se il progetto verrà realizzato rapidamente, questi potrebbero diventare i primi impianti LFP sul suolo americano, superando potenzialmente la fabbrica LFP di Ford, in collaborazione con CATL, prevista in Michigan. Inizialmente questa struttura doveva entrare in funzione nel 2026, ma tra ritardi e ostacoli politici la tempistica resta incerta.

Batterie LFP su Bolt EV e Silverado EV

La joint venture da 3,5 miliardi di dollari tra Samsung SDI e GM, situata a New Carlisle, Indiana, dovrebbe iniziare a produrre celle prismatiche entro il 2027.

Samsung SDI ha però deciso di riconvertire parte dell’impianto, originariamente destinato alla produzione di celle NMC, per dedicarsi alla produzione di celle LFP. La società ha già avviato l’approvvigionamento delle materie prime e delle attrezzature necessarie.

Anche LG Energy Solution, principale fornitore di GM, starebbe riconvertendo parte dei suoi stabilimenti in Ohio e Tennessee per la produzione di celle LFP. Attualmente LGES produce celle cilindriche e pouch basate su chimiche NMC e dispone di otto impianti negli Stati Uniti, alcuni operativi, altri in fase di completamento.

GM ha già annunciato che la prossima generazione della Bolt EV e una futura versione della Silverado EV saranno equipaggiate con batterie LFP. Per quanto riguarda gli altri modelli, la casa automobilistica non ha ancora specificato quali adotteranno questa tecnologia.

"La nostra strategia per i veicoli elettrici si basa sulla progettazione di prodotti che riducano i costi, migliorino le prestazioni e favoriscano la produzione locale", ha dichiarato un portavoce di GM a InsideEVs. "La tecnologia delle batterie è un elemento chiave di questa strategia. Non commentiamo le indiscrezioni".

Una delle candidate ideali per l’adozione delle batterie LFP è la Chevy Equinox EV. Attualmente è l’elettrica più economica negli Stati Uniti, con oltre 300 miglia di autonomia e un prezzo base di 33.600 dollari (escluse le spese di spedizione). Una versione con batteria LFP, con autonomia ridotta, potrebbe abbassare il prezzo di diversi migliaia di dollari, arrivando a costare meno di 25.000 dollari con i crediti d’imposta.

In uno scenario in cui tali incentivi venissero eliminati — un’opzione caldeggiata dall’amministrazione Trump — l’utilizzo di batterie a basso costo potrebbe aiutare GM a mantenere la competitività, specialmente considerando che la Equinox EV viene assemblata in Messico, con possibili implicazioni doganali.

Uno sguardo al futuro

Attualmente, i pickup e i SUV elettrici di GM impiegano batterie al nichel-manganese-cobalto-alluminio (NCMA), una variante ad alta densità energetica dell’NMC, con maggiore contenuto di nichel e meno cobalto. Sebbene offrano prestazioni superiori, queste batterie risultano costose e contribuiscono al prezzo elevato dei veicoli elettrici di grandi dimensioni.

Secondo GM, l’adozione di batterie LFP potrebbe ridurre fino a 6.000 dollari il costo del Silverado EV rispetto all’utilizzo delle NMC.

Negli Stati Uniti, diversi veicoli elettrici già adottano batterie LFP, tra cui Tesla Model 3 e Model Y, Ford Mustang Mach-E e le Rivian R1T e R1S nelle versioni a doppio motore con batteria standard.

Guardando al futuro, GM sta esplorando anche nuove chimiche oltre all’NMC e all’LFP. L’azienda sta sviluppando celle al litio ricco di manganese (LMR), una tecnologia che riduce l’uso di nichel e cobalto a favore di una maggiore percentuale di manganese. Utilizzata con celle prismatiche, la chimica LMR promette un’autonomia stimata superiore alle 400 miglia (643,7 km) per i pickup e i SUV elettrici, a costi comparabili a quelli delle LFP.