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Incentivi auto elettriche 2025: a che punto siamo

Approvata la Revisione del Pnrr, il Governo e i Ministeri possono mettere a terra il nuovo Ecobonus: ecco cosa sappiamo

Close up of the power supply plugged into an electric car being charged

Col semaforo verde della Commissione e del Consiglio dell’Unione europea, arriva il primo via libera agli incentivi auto elettriche 2025. Adesso, superato l’esame in Europa, la palla torna al Governo, che dovrà mettere in campo la misura entro le prossime settimane.

Ma in cosa consiste il nuovo Ecobonus? E quando entrerà in vigore? Vediamo con ordine.

Cosa sono gli incentivi auto elettriche 2025

Previsti dalla Revisione del Pnrr, gli incentivi 2025 consistono in “un programma di rottamazione delle auto che prevede la cessione di un veicolo termico e la sua sostituzione con un veicolo a zero emissioni di nuova acquisizione”.

“I contributi – si legge ancora nel testo – sono destinati a persone fisiche, residenti nelle aree urbane funzionali e nel rispetto di specifiche soglie di Isee, per l’acquisto di veicoli privati (categoria M1) a emissioni zero e a microimprese con sede legale in aree urbane funzionali per l’acquisto di veicoli commerciali (categorie N1 e N2) a emissioni zero”.

Vincoli rottamazione, area e reddito

Oltre a questo, non si sa altro, almeno di ufficiale. Stando però alle indiscrezioni raccolte da Il Sole 24 Ore e la Repubblica, il programma prevedrebbe la sostituzione di 39.000 veicoli a combustione interna nelle aree più inquinate del Paese. Magari la Pianura Padana, dove il 1° ottobre scatterà lo stop alle vetture diesel Euro 5.

Vincolato dunque alla rottamazione, il nuovo Ecobonus sarà operativo fino al 30 giugno 2026 per le famiglie a basso reddito; si parla di 11.000 euro per Isee fino a 30.000 euro e di 9.000 euro per Isee fino a 40.000 euro.

Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, interviene a Tour d’Europe
Foto di: InsideEVs

Ministero al lavoro

Interrogato sul tema da InsideEVs a margine dell’evento sui biocarburanti Tour d’Europe, il ministro dell’Ambiente (MaseGilberto Pichetto Fratin aveva dato un ulteriore aggiornamento sullo stato dei lavori:

“C’è uno schema. Non c’è ancora il decreto finale, perché prima deve passare la modifica del Pnrr. È una questione di tempistiche”.

Il nuovo Ecobonus nasce infatti da un dirottamento dei fondi europei destinati inizialmente alle colonnine di ricarica, pari a 597 milioni di euro. Ora che l’Europa ha sbloccato il tesoretto, il Ministero può finalmente mettersi all’opera. Intanto Pichetto aveva già “chiesto agli uffici di cominciare a lavorarci”.

I rischi

Resta il pericolo di un “effetto annuncio” simile a quello dell’anno scorso, quando il rinvio dell’entrata in vigore degli incentivi frenò gli automobilisti dall’acquisto di una nuova vettura, per aspettare l’arrivo degli sconti.