Leggi e incidenti frenano la guida autonoma di Tesla
Gli esperimenti a Parigi e Roma dimostrano che Tesla è quasi pronta per il FSD, ma i problemi non mancano, soprattutto in Europa
Tesla vuole dimostrare al mondo che la sua guida autonoma è pronta per affrontare anche le strade più caotiche del Vecchio Continente.
Dopo aver stupito con un video tra le rotatorie di Parigi, la Casa di Elon Musk ha scelto Roma per il secondo episodio della sua “missione europea”. Il sistema Full Self-Driving (FSD) ha percorso senza mani il traffico romano, tra motorini impazziti e sanpietrini, come a voler dire: “Siamo pronti. Ora tocca a voi".
I prossimi passi per la guida autonoma totale in Europa
Insomma, ora Tesla aspetta solo il via libera normativo per sbarcare in Europa con FSD, ma la burocrazia comunitaria è ben più lenta rispetto agli Stati Uniti.
Mentre Oltreoceano il sistema è stato rilasciato come beta pubblica, in Europa occorre dimostrare affidabilità, sicurezza e responsabilità legale in caso di incidente. Per ora, l’Ue consente solo sistemi di livello 2, dove il conducente deve restare vigile e pronto a intervenire.
Mercedes è l’unica a offrire una guida autonoma di livello 3 approvata, ma solo in autostrada e a velocità limitata. A differenza di Tesla, il brand tedesco utilizza sensori Lidar e architetture ridondanti, una soluzione che i regolatori sembrano preferire alla sola visione basata su telecamere.
Il Tesla Cybercab visto dal vivo
Negli USA la guida autonoma corre (ma non è perfetta)
Intanto, negli Stati Uniti, Tesla si prepara a lanciare il suo Robotaxi, supportato dalla nuova flessibilità normativa della NHTSA. L’agenzia americana ha annunciato una riforma del processo di esenzione per i veicoli autonomi, semplificando le regole per incentivare l’innovazione. Questo agevolerà l’ingresso sul mercato di veicoli senza volante né pedali, come il Cybercab, già mostrato da Tesla.
Non mancano, però, gli episodi controversi. Una Tesla Model 3 è stata coinvolta in un incidente sui binari in Pennsylvania, con l’auto presumibilmente in modalità autonoma, mentre una Model Y, durante un test, ha investito 8 volte un manichino-bambino che attraversava improvvisamente la strada. È un promemoria che, nonostante le promesse, il FSD richiede ancora supervisione umana.
Nel frattempo, Elon Musk si dice frustrato dai ritardi europei. Ma senza chiarezza normativa su responsabilità, infrastruttura e tecnologie accettate, è improbabile che FSD possa arrivare sulle nostre strade già quest’anno. Per ora, i video servono più a convincere l’opinione pubblica che i legislatori.
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