Stop a benzina e diesel in Europa? Per l'autonoleggio scatta nel 2030
La Commissione potrebbe presentare una proposta entro fine estate: solo auto elettriche da fine decennio. Un colpo per le vendite
Salvo ripensamenti, le auto con motore termico saranno vietate in Europa nel 2035. Tra dieci anni non si potranno più vendere vetture nuove con questi tipi di powertrain. Ma il divieto potrebbe essere ancora più stringente per società di autonoleggio e aziende.
Secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco Bild am Sonntag, infatti, la Commissione europea intende presentare la proposta di imporre l'acquisto di soli veicoli 100% elettrici per noleggi e flotte già nel 2030.
Se ne discute da marzo
Stando alle indiscrezioni riportate dal Bild, l'Ue starebbe discutendo la norma con l'intenzione di presentarla verso la fine dell'estate. Il tema non è del tutto nuovo. A marzo la Commissione europea aveva già avanzato l'ipotesi di una proposta di legge per aumentare la quota delle auto elettriche per le flotte aziendali al 75% nel 2027 e, appunto, al 100% entro la fine del decennio.
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All'inizio di luglio, l'Ue ha confermato che Bruxelles sta lavorando a nuove normative sul tema, ma non ha fornito dettagli sullo stato attuale delle discussioni, il che significa che non vi è alcun commento ufficiale sulla percentuale del 100% di auto elettriche per noleggi e flotte entro il 2030.
C'è anche da dire che, pure nel caso che la Commissione europea proponesse questa misura, il regolamento dovrebbe superare positivamente i passaggi presso il Consiglio europeo e il Parlamento europeo. Visti i tanti interessi in gioco e la posizione frammentata sull'argomento dei vari Stati membri, non è così scontato che siano tutti d'accordo. Anzi...
Le associazioni di categoria non ci stanno
La nuova normativa non è ancora stata presentata ufficialmente, ma frizioni e resistenze non sono tardate. Il quotidiano tedesco cita una lettera dell'eurodeputato tedesco Markus Ferber alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in cui chiede ufficialmente che l'idea venga abbandonata.
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Richard Knubben, direttore generale di Leaseurope (l'organizzazione europea che riunisce le associazioni nazionali di leasing), ha affermato invece che il nuovo limite, precedentemente fissato al 2035, è stata anticipato in modo subdolo e senza tenere in considerazione delle necessità del comparto.
Nico Gabriel, membro del consiglio di amministrazione di Sixt, ha detto che le quote di auto elettriche che vogliono essere imposte alle società che gestiscono delle flotte sono del tutto inadeguate alle reali condizioni in cui si trovano a operare, a partire dalla necessità di potenziare la rete di ricarica (soprattutto rapida).
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Protesta anche l'italiana Aniasa:
"In relazione a quanto riportato nelle scorse ore da fonti autorevoli della stampa europea su un possibile divieto al 2030 di immatricolazione di vetture endotermiche e ibride per le flotte aziendali e per le società di noleggio, Aniasa esprime la più totale contrarietà nei confronti di un simile provvedimento. Costringendo a noleggiare esclusivamente vetture elettriche, non si favorisce la transizione ecologica, né la riduzione delle emissioni di CO2, ma si spinge aziende e privati a mantenere più a lungo le proprie auto, rallentando l’immissione sul mercato di mezzi più sostenibili e sicuri.
Senza contare che, prevedendo un obbligo anticipato al tutto elettrico per il solo settore delle flotte aziendali, si creerebbe una grave distorsione sul mercato tra soggetti privati e aziendali, con il rischio di un radicale cambiamento nelle modalità di approvvigionamento dei veicoli che determinerebbe un ulteriore peggioramento delle condizioni del settore dell’auto, in generale, e dell’industria automobilistica europea, in particolare".
Una limitazione per il 60% delle auto
Parlando di numeri, l'idea di imporre l'acquisto di auto esclusivamente elettriche entro il 2030 per noleggi e flotte, avrebbe enormi ripercussioni sulle vendite di auto in Europa. Circa il 60% di tutte le auto nuove vendute nel Vecchio Continente, infatti, sono intestate proprio ad aziende e società di noleggio e solo il 40% è ormai in mano a clienti privati.
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