Cosa c’è dietro il crollo del prezzo del litio
Le cause sono molte, dalla sovrapproduzione al rallentamento della domanda EV, passando per le incertezze geopolitiche
Il litio, come sappiamo, è un elemento fondamentale per la produzione di batterie. Quest'anno però c'è un eccesso di offerta che ha portato a un calo dei prezzi, scesi a livelli mai visti negli ultimi quattro anni.
All'inizio dell'anno il prezzo del carbonato di litio è sceso al di sotto dei 10.000 dollari per tonnellata metrica, con un calo del 4,5% rispetto all'anno precedente e gli investitori e gli operatori del settore stanno monitorando attentamente l'evoluzione della domanda e dell'offerta per adattarsi a questo nuovo scenario.
Nonostante questo crollo, le previsioni indicano comunque una possibile stabilizzazione dei prezzi nel corso dell'anno, grazie a una combinazione di fattori che vi spieghiamo di seguito.
Perché il prezzo crolla
Negli ultimi anni, la produzione di litio è aumentata moltissimo. A gennaio di quest'anno, le esportazioni di litio del Cile sono salite del 22,8% rispetto al mese precedente e nuovi progetti minerari in Mali e Argentina hanno incrementato la produzione globale, contribuendo all'eccesso di offerta. La sovrapproduzione globale, quindi, è la prima causa del crollo del prezzo.
Poi c'è il rallentamento della domanda. I veicoli elettrici non vendono tanto quanto era stato stimeto negli anni scorsi (soprattutto in Europa e Nord America) e così la minore domanda di batterie e, di conseguenza, del litio necessario per la loro produzione sta pesando sul mercato.
Entrano così in gioco le politiche di incentivo agli EV in alcuni paesi, che sono state modificate o ridotte, influenzando negativamente la domanda di litio. Come se non bastasse siamo anche vivendo una particolare incertezza geopolitica, con tensioni commerciali e politiche ambientali mai viste prima che hanno aggiunto volatilità al mercato.
Le contromisure
Per affrontare questa crisi dei prezzi molte aziende minerarie stanno riducendo la produzione. Albemarle, uno dei principali produttori di litio, ha sospeso l'espansione del suo impianto di Kemerton in Australia e ha chiuso l'impianto di Chengdu in Cina.
Sempre in Australia, anche la raffinazione di idrossido di litio nella raffineria di Kwinana (WA), una joint venture tra IGO e Tianqi, ha subito rallentamenti e si discute su una possibile chiusura.
Secondo Fastmarkets, la produzione mondiale di litio è passata da circa 737mila tonnellate nel 2022 a quasi 1,2 milioni nel 2024, generando un surplus di circa 154.000 tonnellate. Quest'anno il mercato dovrebbe ridursi a un surplus modesto di circa 10.000 tonnellate e alcune politiche governative potrebbero favorire una stabilizzazione dei prezzi.
Fotogallery: Litio, dove si trova e come si estrae
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