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Non solo elettriche: la Cina conquista l'Europa con auto a guida autonoma

Case e aziende guardano al Vecchio Continente per testare i sistemi di assistenza. Ma manca un regolamento chiaro

La guida autonoma delle auto cinesi

Bloccati dall’accesso al mercato statunitense, i costruttori cinesi scelgono l’Europa come nuova frontiera per introdurre le tecnologie sulla guida autonoma.

Startup e big del settore stanno aprendo sedi, siglando accordi sui dati e avviando test su strada nel Vecchio Continente, dove trovano un ambiente più aperto rispetto agli Stati Uniti, seppur ancora frammentato dal punto di vista normativo. Questo significa che saremo invasi da auto elettriche cinesi senza conducente? Facciamo chiarezza.

L'interesse della Cina

In Cina, la diffusione della guida autonoma è già realtà: oltre la metà delle auto vendute nel 2025 — anche modelli di fascia media — offre sistemi di assistenza avanzata alla guida, spesso di serie. Pechino sostiene apertamente la corsa tecnologica, con regolamenti nazionali chiari e l’obiettivo dichiarato di dominare a livello globale.

Tra i protagonisti di questa espansione c’è QCraft, startup di Pechino che fornisce sistemi di assistenza e prevede di venderli in Europa entro due anni. Il suo chief technology officer Dong Li, in un’intervista alla Reuters, ha dichiarato: “Ci stiamo concentrando sull’Europa per il nostro futuro globale.

Negli Stati Uniti ci sono barriere legate alla sicurezza nazionale e all’uso dei dati. QCraft è già attiva in 26 città cinesi con autobus dotati di tecnologia di livello 4, capace di muoversi senza intervento umano per lunghi tratti.

I test sulle Mercedes EQS con guida autonoma di livello 3 negli Stati Uniti
Foto di: Mercedes-Benz

La concorrenza europea 

Anche Deeproute.ai e Momenta puntano sull’Europa. Quest’ultima, che collabora con Toyota, General Motors e Mercedes, testerà la guida autonoma di livello 4 in Germania insieme a Uber nel 2026. “L’Europa è il nostro obiettivo principale”, ha confermato alla Reuters una fonte interna a Momenta.

Non mancano però le preoccupazioni dei concorrenti europei. Jim Hutchinson, ceo della britannica Fusion Processing, ha chiesto “maggiori controlli e regole più rigide per garantire condizioni di concorrenza e sicurezza”.

Consapevole del ritardo accumulato, l'Unione europea è al lavoro per preparare una serie di leggi per favorire lo sviluppo e i test su strada dei sistemi più avanzati. “La guida autonoma è già realtà negli Stati Uniti e in Cina: lo stesso deve valere per l’Europa”, ha dichiarato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen.

Nel frattempo, i gruppi cinesi continuano a investire e a presentarsi in forze nei principali saloni europei — come quello di Monaco — dove la corsa alla guida autonoma entra sempre più nel vivo. A questo punto sarà interessante vedere come questo settore si svilupperà una volta che effettivamente ci sarà un quadro normativo chiaro.