Vai al contenuto principale

Quasi tutte le auto vendute nel 2025 sono elettriche: ecco dove

Con una quota di mercato del 96%, i BEV conquistano la Norvegia, ancora una volta

Hyundai Ioniq 5 powers reindeer farm in northern Norway

La Norvegia si conferma molto avanti rispetto al resto del mondo nella transizione verso l’auto elettrica. Che, di fatto, è quasi completa. Dieci anni fa i BEV rappresentavano poco meno del 30% delle nuove immatricolazioni nel Paese; nel 2025, invece, lo Stato scandinavo ha quasi centrato l’obiettivo di non aggiungere nuove targhe su motori a combustione alle proprie strade.

Mentre molti Paesi Ue hanno contrastato il piano di Bruxelles di vietare la vendita di auto con motore termico dal 2035 (ottenendo infine un ridimensionamento del divieto), Oslo ha continuato a inseguire il target, raggiungendolo con quasi un decennio di anticipo rispetto al resto del continente.

I dati sulle vendite di auto nel 2025 mostrano che i veicoli elettrici puri hanno rappresentato il 95,9% del totale. Come nel resto d’Europa, anche in Norvegia gli incentivi per le auto elettriche sono stati progressivamente ridotti, ma sembra che questo non abbia inciso sulle scelte dei consumatori, che hanno continuato a preferire l’elettrico. In passato il Paese offriva l’esenzione dall’Iva (imposta sul valore aggiunto) per tutti i veicoli elettrici, ma successivamente è stata introdotta una soglia di prezzo, abbassata gradualmente nel tempo.

Nel 2026, solo le auto elettriche con un prezzo inferiore alle 300.000 corone (circa 25.500 euro)  continueranno a beneficiare dell’esenzione, il che significa che la maggior parte dei modelli attualmente in vendita non rientra più nell’agevolazione. Nel 2025 Tesla è stata il marchio più venduto nel Paese per il quinto anno consecutivo, con una quota di mercato del 19,1%, seguita da Volkswagen e Volvo. I costruttori cinesi hanno aumentato la loro quota complessiva fino al 13,7%, in crescita rispetto al 10,4% del 2024.

Ma a spingere la diffusione delle auto elettriche in Norvegia sono stati non solo gli incentivi fiscali, ma anche l’introduzione di tasse sempre più elevate sulle vetture a combustione. L’elevato costo delle immatricolazioni e le accise sui carburanti rendono l’acquisto e l’utilizzo di un’auto a benzina o diesel più onerosi rispetto a un’elettrica, portando i norvegesi a scegliere in massa quest’ultima soluzione.

Come se la cava il resto d’Europa

Con un tasso di adozione dell’elettrico vicino al 100% nel 2025, la Norvegia supera di gran lunga la media dell’Unione europea, ferma al 17%. I Paesi nordici guidano l’Europa nella diffusione dei BEV: la Danimarca è seconda dopo la Norvegia, con oltre il 50% delle nuove immatricolazioni elettriche, seguita dalla Svezia con circa il 37%. La diffusione delle ibride plug-in varia notevolmente tra i Paesi Ue, ma secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente hanno rappresentato il 24,7% e il 20,7% delle vendite totali di nuove auto rispettivamente in Svezia e Finlandia.

La Norvegia ha quasi raggiunto l’obiettivo fissato nel 2017 di completare la transizione all’elettrico entro il 2025. La maggior parte dei veicoli a combustione acquistati lo scorso anno era destinata a utilizzi specifici per i quali non esisteva ancora un’alternativa elettrica. Resta da vedere se il trend di crescita delle vendite di auto elettriche proseguirà anche nel 2026, nonostante l’esenzione Iva – fondamentale per il mercato – sia ora riservata ai modelli più economici, escludendo quelli elettrici più popolari.

Secondo la Reuters, questa limitazione dell’incentivo potrebbe favorire la vendita di auto più piccole e accessibili, che in passato molti acquirenti non avevano preso in considerazione. Allo stesso tempo, l’offerta di utilitarie elettriche di buona qualità da parte dei costruttori europei è in aumento, così come quella di modelli cinesi dal prezzo molto competitivo che rientrano nei requisiti per l’esenzione. Il 2026 potrebbe quindi segnare un cambiamento nelle dimensioni e nel tipo di auto acquistate in Norvegia.