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Ecco il "Cybertruck del deserto": la prima auto elettrica saudita

La Ceed EV nasce grazie all'aiuto di BMW, Hyundai e Rimac, con forme a cuneo e powertrain da supercar: siamo già ai test su strada

Ceed, la prima auto elettrica dell'Arabia Saudita
Foto di: X (ex Twitter)

Che l'Arabia Saudita avrebbe fatto la sua auto elettrica si sapeva dal 2022, quando per la prima volta si è parlato del brand Ceer, nato grazie alla volontà del principe ereditario Mohammed Bin Salman.

Ora si vedono i primi frutti del progetto: un'auto elettrica a dir poco insolita, che qualcuno ha definito “un fermaporte” per la sua forma a cuneo e che altri hanno già battezzato “Cybertruck del deserto” a causa di un design che sembra uscito dalla matita di un... bambino. Ma la questione è seria.

Tecnologie collaudate (da altri)

Ceer, infatti, per realizzare la sua auto elettrica, ha attinto a piene mani da aziende come BMW, Rimac e Hyundai, che hanno partecipato attivamente all'attività del nuovo brand, di proprietà del Fondo di Investimento Pubblico dell'Arabia Saudita e di Foxconn, colosso thailandese cresciuto grazie ai servizi nel campo dell'elettronica di consumo e ora impegnatissimo anche sul fronte della mobilità nel supportare altre aziende, oltre che cimentandosi con in marchio Foxtron.

 

BMW, nello specifico, ha fornito su licenza una serie di tecnologie che hanno consentito a Ceed di accelerare lo sviluppo e la messa a punto iniziale. Hyundai, invece, ha partecipato con un sistema di propulsione elettrica proveniente dall'affiliata Hyundai Transys, che proprio in componentistica è specializzata. Rimac, infine, si occuperà del powertrain per le versioni ad alte prestazioni.

Uno stile che non passa inosservato

Tornando allo stile, l'auto si propone come un insolito crossover dall'aria sportiva. Ceed afferma di aver realizzato il modello con il più grande parabrezza al mondo (e in effetti si estende fino a occupare buona parte del tetto). Inoltre, tra le soluzioni insolite, si segnala la presenza di due sole porte, sempre enormi, incernierate al tetto e che si aprono ad ali di gabbiano.

L'idea alla base di questa elettrica saudita è avere la capacità di farsi notare in un mercato, quello del Paese mediorientale, in cui tra supercar, berline extralusso e fuoristrada di ogni forma e dimensione è difficile trovare vetture “normali”. A vedere le prime foto, dovrebbe riuscirci.