Mercedes-Benz VLE: ecosistema elettrico e sostenibilità
Dalla piattaforma elettrica VAN.EA alla ricarica bidirezionale V2H e V2G, batterie più sostenibili e integrazione con la rete
Nei piani di elettrificazione di Mercedes-Benz, la nuova Mercedes-Benz VLE rappresenta molto più di un semplice modello. La grande limousine elettrica inaugura infatti la piattaforma modulare VAN.EA (ribattezzata genericamente Van Architeture) e introduce un approccio sistemico alla mobilità sostenibile, che coinvolge progettazione, produzione, ricarica e gestione dell’energia.
Secondo i dati diffusi dalla Casa tedesca, il nuovo modello riduce l’impronta di carbonio lungo l’intero ciclo di vita di oltre il 60% rispetto a una Mercedes-Benz V‑Class equivalente. Il risultato nasce dall’insieme di più fattori: powertrain elettrico altamente efficiente, aerodinamica particolarmente curata e un uso esteso di materiali riciclati e processi produttivi alimentati da energia rinnovabile.
Produzione e materiali: l’approccio sostenibile della VLE
Uno degli elementi chiave della strategia di sostenibilità della Mercedes-Benz VLE riguarda la nuova generazione di batterie agli ioni di litio. Il processo produttivo è stato riprogettato per ridurre l’impronta di carbonio di circa il 30% rispetto alle tecnologie tradizionali, grazie in particolare all’impiego di elettricità proveniente da fonti rinnovabili nella produzione di componenti come catodi e alloggiamenti delle celle.
Mercedes-Benz VLE 400
La batteria offre una capacità energetica utilizzabile di 115 kWh e integra anche una progettazione pensata per facilitare manutenzione e riparazioni. I componenti elettronici ad alta tensione sono accessibili tramite un comparto dedicato, così da consentire interventi mirati senza sostituire l’intero pacco batterie. In molti casi è possibile intervenire direttamente sul modulo o sulle celle tramite processi di ricondizionamento.
Mercedes VLE 300 (2026)
Anche la scelta dei materiali segue la stessa logica di economia circolare. Il contenuto di plastica riciclata è stato raddoppiato rispetto ai modelli precedenti come Mercedes-Benz EQV, mentre parti strutturali come l’alloggiamento della batteria e il dissipatore di calore utilizzano oltre il 50% di alluminio riciclato.
Un ulteriore contributo alla riduzione dei consumi arriva dall’aerodinamica. La VLE dichiara infatti un coefficiente di resistenza di 0,25, valore particolarmente basso per un veicolo di queste dimensioni, con benefici diretti sull’efficienza energetica e quindi sull’autonomia.
Un ecosistema di ricarica intelligente
Oltre alla sostenibilità produttiva, la Mercedes-Benz VLE introduce anche un nuovo ecosistema energetico basato sulla ricarica intelligente. Il modello può funzionare come un vero e proprio sistema di accumulo mobile grazie alla tecnologia di ricarica bidirezionale.
Mercedes-Benz VLE 400
Questo significa che l’energia non fluisce solo dalla rete al veicolo, ma anche nel senso opposto. In pratica l’auto può immagazzinare elettricità e restituirla alla casa o alla rete pubblica quando necessario, diventando parte attiva della gestione energetica domestica e della stabilità del sistema elettrico.
Vehicle-to-Home: l’auto diventa una batteria domestica
Con la funzione Vehicle-to-Home, la Mercedes-Benz VLE può immagazzinare durante il giorno l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico domestico e restituirla alla rete della casa nelle ore serali o nei momenti di maggiore consumo.
Mercedes-Benz VLE 300
Questo sistema aumenta l’autoconsumo dell’energia rinnovabile e riduce i costi energetici della famiglia. In caso di interruzione della rete elettrica, il veicolo può inoltre funzionare come fonte di emergenza per alimentare dispositivi essenziali per diversi giorni, garantendo continuità di servizio.
Vehicle-to-Grid: energia alla rete pubblica
La seconda applicazione della ricarica bidirezionale è il cosiddetto Vehicle-to-Grid. In questo scenario la Mercedes-Benz VLE può restituire energia alla rete elettrica pubblica, contribuendo a stabilizzarla nei momenti di maggiore domanda o quando la produzione da fonti rinnovabili varia rapidamente.
Attraverso modelli tariffari dinamici e mercati della flessibilità energetica, questa funzione potrebbe anche generare un ritorno economico per i proprietari del veicolo. L’energia immagazzinata nella batteria viene infatti immessa in rete in modo mirato tramite una wallbox DC bidirezionale dedicata.
Mercedes-Benz VLE 300
La diffusione di questa tecnologia dipenderà tuttavia anche dai quadri normativi dei singoli Paesi. Per questo Mercedes-Benz sta lavorando con partner energetici e istituzioni per sviluppare infrastrutture e regole che consentano di sfruttare pienamente il potenziale della ricarica bidirezionale.
L’auto come nodo della transizione energetica
Con la VLE, la casa di Stoccarda non punta soltanto a introdurre un nuovo modello elettrico, ma a trasformare il veicolo in un elemento integrato dell’ecosistema energetico. Grazie alla combinazione tra piattaforma VAN.EA, batterie più sostenibili e ricarica bidirezionale, la limousine elettrica diventa un nodo attivo della transizione energetica.
In questo modo il veicolo non è più soltanto un mezzo di trasporto a zero emissioni locali, ma anche una risorsa energetica capace di interagire con abitazioni, infrastrutture e reti elettriche. Un passo che anticipa la visione di una mobilità elettrica sempre più connessa, intelligente e sostenibile.
Fotogallery: Mercedes Benz-VLE
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