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Kia spiega come ha reso efficiente la EV3

Due batterie fino a 81,4 kWh e soluzioni aerodinamiche attive per contenere i consumi

Kia EV3
Foto di: InsideEVs

La nuova Kia EV3 si inserisce in un segmento ormai molto affollato di SUV elettrici compatti, ma con un’impostazione estetica più vicina ai modelli tradizionali rispetto alla tendenza attuale verso forme estremamente arrotondate.

Nonostante questo, Kia sostiene di aver raggiunto valori di efficienza elevati, con oltre 500 km di autonomia dichiarata nella versione con batteria più grande.

Le soluzioni tecniche adottate sono state illustrate durante il Salone di New York.

Le linee contano

Negli ultimi anni, l’aumento dell’autonomia nei veicoli elettrici è stato spesso ottenuto attraverso carrozzerie sempre più aerodinamiche, con forme molto rastremate.

Questo approccio ha portato a risultati efficienti ma anche a design molto caratterizzati, come nel caso della Mercedes EQS o della stessa Kia EV6, dove la ricerca aerodinamica ha inciso in modo evidente sulle proporzioni.

Nel caso della EV3, l’approccio è diverso e si basa su una combinazione di vari fattori. Kia ha lavorato su tre aree principali: aerodinamica attiva, gestione dei flussi e miglioramento dell’efficienza complessiva del powertrain elettrico.

Il risultato è un coefficiente di resistenza aerodinamica dichiarato di 0,275, ottenuto senza ricorrere a forme particolarmente estreme. Secondo l’azienda, questo è stato possibile grazie anche a un lavoro più accurato su dettagli come fondo carenato, gestione dell’aria frontale e ottimizzazione delle superfici esterne.

KIA EV3

KIA EV3

Foto di: InsideEVs

Il capitolo batterie

Il veicolo utilizza due diversi pacchi batteria da 58,3 kWh e 81,4 kWh, entrambi basati su celle NMC di ultima generazione. L’autonomia dichiarata varia indicativamente da circa 350 km fino a oltre 500 km, a seconda della configurazione.

Parte del risultato deriva anche dall’uso di soluzioni aerodinamiche attive: le prese d’aria anteriori si aprono solo quando necessario per il raffreddamento e si chiudono durante la marcia costante, riducendo la resistenza all’avanzamento.

Questo tipo di approccio rappresenta un’evoluzione rispetto ai modelli precedenti del marchio, come la Rivian R2 (citata come riferimento di segmento per architettura e filosofia progettuale) e si colloca in una fase in cui diversi costruttori cercano di bilanciare efficienza e proporzioni più convenzionali.

Il valore di 0,275 di Cx non è ai livelli delle berline più efficienti come la Lucid Air, ma resta competitivo per un SUV compatto. Ora resta da verificare come questi dati si traducano nell’utilizzo reale, soprattutto in condizioni di guida autostradale e urbana.

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