Vai al contenuto principale

Come è nata la Panda NE, l'elettrica delle seconde possibilità

Stefano Carabelli, docente e fondatore di Nova Energia, ci spiega perché la Panda NE è un esempio concreto di economia circolare

Panda NE
Foto di: Nova-Energia

Nasce in un laboratorio del Politecnico di Torino, ma punta dritta al mercato delle piccole elettriche: la Panda NE è il progetto con cui Nova Energia — startup fondata dall'ingegnere e docente di Meccatronica Stefano Carabelli — ha debuttato proponendo un modello concreto di conversione elettrica interamente basato sui principi dell'economia circolare.

Il punto di partenza non è un veicolo nuovo di zecca, ma una Fiat Panda d'epoca riqualificata, con componenti recuperati, ricondizionati e, in alcuni casi, letteralmente alla loro seconda vita.

Un progetto che nasce dalla ricerca

Un progetto che nasce dalla ricerca accademica e arriva al mercato attraverso un percorso di trasferimento tecnologico lungo anni, prima con lo spin-off ElectroFit Systems dedicato alle soluzioni di elettrificazione, poi con il marchio Nova Energia pensato specificamente per dare nuova vita ai veicoli a combustione interna.

"Oltre alla ricerca didattica, negli ultimi decenni ci siamo occupati anche di trasferimento tecnologico, cioè del portare le soluzioni che individuiamo sul mercato tramite spin-off accademici che diventano startup innovative. Con Nova Energia diamo una nuova vita ai veicoli a combustione".

Ci spiega Stefano Carabelli.

Una seconda vita per batterie ecomponenti

Il concetto chiave attorno a cui ruota l'intero progetto è quello di "riqualificazione": non si tratta semplicemente di sostituire un motore termico con uno elettrico, ma di ripensare il ciclo di vita del veicolo nella sua interezza, recuperando tutto ciò che è ancora funzionante e reintroducendolo in una nuova catena del valore.

"L'idea è il passaggio da un'economia lineare basata su produzione e vendita a una davvero circolare, davvero sostenibile, che passa attraverso la condivisione dei veicoli per doverne usare di meno, la manutenzione per mantenerli in ordine e, appunto, la conversione per salvare tutto ciò che ancora funziona e va bene fino a riciclare componenti di veicoli a fine vita".

Le batterie della Panda NE sono l'esempio più eloquente di questa filosofia: si tratta di celle inutilizzate rimaste in giacenza per oltre dodici mesi, considerate troppo datate per essere commercializzate dai grandi costruttori ma ancora perfettamente efficienti e affidabili.

Panda NE

Panda NE

Foto di: Nova-Energia

Lo stesso approccio viene applicato alla trasmissione e a tutti gli altri componenti originali recuperabili, che vengono smontati, verificati e ricondizionati prima di essere reintegrati nel veicolo convertito.

"Con la Panda Nova Energia facciamo proprio questo: le batterie stesse sono alla loro seconda vita — celle inutilizzate ma rimaste in giacenza per oltre 12 mesi, troppo tempo per essere commercializzate dai car maker, pur essendo nuove. Lo stesso facciamo con tutti i componenti dell'auto originale ancora riutilizzabili, compresa la trasmissione, che recuperiamo e ricondizioniamo".

Un posizionamento studiato

Sul piano commerciale, il posizionamento è tutt'altro che di nicchia. Carabelli e il suo team hanno analizzato a fondo il mercato delle piccole elettriche — dai quadricicli leggeri alle citycar vere e proprie — individuando una fascia di prezzo compresa tra i 10mila e i 20mila euro e oltre.

Panda NE

Panda NE

Foto di: Nova-Energia

In questo scenario, Nova Energia riesce a proporre un mezzo equivalente con un prezzo finale tra i 15mila e i 18mila euro IVA inclusa, variabile a seconda delle condizioni del modello di partenza e dell'entità degli eventuali restauri necessari.

"Avevamo bisogno di realizzare un prototipo a costo basso e facile da riqualificare, e facendolo ci è venuto il desiderio di farne un prodotto commercializzabile. Il mercato delle piccole elettriche va dai 10.000 ai 20.000 euro e oltre: noi riusciamo a proporre un mezzo equivalente dai 15.000 ai 18.000 euro IVA inclusa".

A rendere possibile tutto ciò sono i decreti sul retrofit, che permettono di aggiornare il libretto di circolazione senza dover reimmatricolare il veicolo da zero — esattamente come avviene per una conversione a GPL o metano — e che hanno fornito a Nova Energia lo strumento legale per trasformare un progetto accademico in un prodotto commercializzabile a tutti gli effetti. L'azienda dispone già dell'omologazione del kit ed è accreditata per la produzione di sistemi elettrici.

"I decreti sui retrofit ci hanno dato lo strumento legale per farlo: possiamo trasformare un'auto con la stessa facilità con cui si realizza la conversione a GPL o metano, aggiornando il libretto di circolazione senza doverlo reimmatricolare daccapo".

Perché proprio la storica Panda di Giugiaro?

La Panda d'epoca è stata scelta come primo banco di prova per ragioni pratiche — costo contenuto, facilità di intervento, valore iconico — ma la visione di Carabelli guarda già oltre. Se questo primo progetto dovesse riscuotere un successo commerciale sufficiente, il passo successivo sarebbe estendere il modello ai veicoli più recenti nati sulla piattaforma FCA Mini: dalla Panda 2003 in poi, fino alla Fiat 500 e alla Lancia Ypsilon.

Panda NE

Panda NE

Foto di: Nova-Energia

Di questi modelli ne sono stati prodotti oltre cinque milioni, di cui 4,5 milioni ancora in circolazione. Molti di essi — in particolare le versioni diesel — sono ormai esclusi dalla circolazione nelle zone a traffico limitato delle grandi città, pur essendo meccanicamente in ottimo stato. Una platea enorme di veicoli che potrebbero essere riqualificati come elettrici, anziché rottamati, trasformando un problema ambientale e normativo in un'opportunità industriale concreta.

"Ne sono state prodotte più di cinque milioni di cui 4,5 ancora in circolazione, molte delle quali, ad esempio le Diesel, ormai non possono quasi più circolare anche se vanno ancora benissimo e potrebbero essere riqualificate come elettriche".