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Perché i motori Tesla sono i più usati nei retrofit elettrici

Potenti, affidabili e solidi, sono tra i più scelti quando si parla di convertire sportive a benzina in auto elettriche

Porsche 911 con motore Tesla

Convertire un’auto con motore a benzina per farla andare a elettroni è un’impresa sempre più diffusa tra gli appassionati. Se oltre all’efficienza, però, si cercano anche le prestazioni, uno dei metodi più efficaci - e tutto sommato economici - è montare un’unità propulsiva Tesla. Scopriamo come e perché.

Un motore dai mille usi

La drive unit standard della Tesla Model 3 sviluppano tra i 300 e i 354 CV, a seconda della versione. Si tratta di propulsori già di per sé molto validi, ma gli appassionati e i professionisti attivi in questo genere di conversioni - soprattutto negli Stati Uniti - sanno che, se si punta davvero in alto, si deve optare per la Large Drive Unit (LDU), ovvero quella montata sulle versioni Performance di Model S e Model X.

Si tratta di un propulsore capace di erogare tra i 450 e i  600 CV in base alla versione, ovvero numeri da supercar, in un pacchetto compatto e riutilizzabile.

Una drive unit Tesla
Foto di: InsideEVs

Una rapida ricerca online mostra che oltreoceano una drive unit ricondizionata, ma non Performance, con garanzia si può portare a casa per prezzi di poco superiori 4.000 dollari, ovvero 3.553 euro al cambio attuale. Tuttavia, si possono trovare esemplari provenienti da auto incidentate tra i 500 e i 1.500 dollari (430 e 1.230 euro), a seconda delle condizioni e del chilometraggio. Va detto, però, che l’affidabilità in quel caso è un’incognita.

Tesla Model Y: celle cilindriche tipo 4680 e batteria strutturale (fonte: Paul Kelly)

Tesla Model Y: celle cilindriche tipo 4680 e batteria strutturale (fonte: Paul Kelly)

E la batteria?

Oltre al motore, poi, serve un pacco batterie con un sistema di gestione (BMS), un controller che converta la corrente continua delle batterie in alternata (quella richiesta dal motore), un caricatore di bordo, e un adattatore se si vuole mantenere il cambio originale; scelta che permette di risparmiare e, magari, continuare a cambiare marcia manualmente.

Affidarsi a un professionista, ovviamente, riduce al minimo il rischio di problemi e assicura una lunga durata, soprattutto se si monta un’unità ricondizionata. Attenzione però ai costi di installazione.