Troppi SUV: l’America valuta il ritorno alle berline
Più economiche dei crossover, le care sedan aiuterebbero a ridurre i prezzi delle auto
Sempre più SUV e meno berline. Il mercato dell’auto è cambiato molto negli ultimi anni. Ma adesso i costruttori potrebbero fare retromarcia, quantomeno in America. I cosiddetti “Big Three” di Detroit starebbero infatti valutando un ritorno alle “sedan”.
Due le ragioni del passo indietro: contrastare l’aumento dei prezzi, necessario a rinvigorire le vendite, e gestire eventuali cambi normativi sulle emissioni.
I piani di Stellantis, Ford e GM
Secondo un report pubblicato da Automotive News, General Motors, Stellantis e Ford, insieme ad altri costruttori, avrebbero mostrato interesse nel riportare in vita le berline. Dal report emerge che:
- General Motors starebbe pianificando una berlina Buick costruita sulla stessa piattaforma della prossima generazione di Cadillac CT5 e Chevrolet Camaro;
- Stellantis, il cui responsabile del design ha dichiarato di essere “stanco dei SUV”, starebbe valutando una nuova auto con prezzo inferiore ai 30.000 dollari;
- Il CEO di Ford, Jim Farley, ha risposto “mai dire mai” alla possibilità di un ritorno delle berline come soluzione più accessibile.
Il report cita anche l’interesse di marchi come Infiniti, che punterebbe a rientrare nel segmento entro il 2027, e Mitsubishi, che ha parlato ai concessionari di un imminente “cambio strategico” nella gamma prodotti.
Questione di prezzi e non solo
Tutto ciò porta a una domanda: dopo anni di dominio dei crossover, cos’è cambiato? Innanzitutto i prezzi. Negli Stati Uniti, il listino medio di un’auto nuova ha superato i 50.000 dollari, trainato soprattutto da SUV e modelli elettrici di fascia alta. Per rendere sostenibili le rate, i finanziamenti si sono allungati fino a 7 anni.
Nel frattempo, alcune delle sedan più vendute — come Toyota Camry e Honda Accord — partono da circa 30.000 dollari e stanno registrando buoni risultati di vendita. Honda, ad esempio, ha venduto quasi il 22% in più di Accord su base annua nel primo trimestre, mentre Toyota ha registrato aumenti a doppia cifra per modelli come Corolla, Crown e la stessa Camry.
“Non è che non ci sia mercato”, ha dichiarato Jim Farley a inizio anno, definendo il segmento delle berline ancora vivace.
“Semplicemente non riuscivamo a trovare un modo per competere in modo redditizio. Ma potremmo riuscirci”.
Secondo Stephanie Brinley di S&P Global Mobility, gli automobilisti iniziano a percepire i SUV come “un po’ noiosi”. Le berline, al contrario, offrono più possibilità di design espressivo, che potrebbe riportare interesse verso questo tipo di carrozzeria.
Ad arricchire il quadro si aggiunge un possibile cambio normativo. Una proposta dell’Environmental Protection Agency (EPA) prevede di allentare gli standard medi di consumo fino a 34,5 miglia per gallone (14,7 km per litro) entro il 2031, ma allo stesso tempo potrebbe imporre requisiti più severi ai crossover, qualora i modelli venissero riclassificati come autovetture, non più come veicoli commerciali leggeri.
Prima di immaginare un ritorno immediato delle berline, però, è bene rimanere cauti. L’industria ha infatti costruito una gamma dominata da SUV per oltre un decennio; un eventuale cambio non sarebbe immediato.
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