Greenvolt rafforza la linea di credito per crescere nelle rinnovabili
Nuovo plafond da 472,5 milioni e scadenza estesa al 2029 per sostenere pipeline Utility-Scale da 12,8 GW tra eolico, fotovoltaico, storage e biomassa
Che cosa c’entrano una linea di credito da centinaia di milioni e le auto elettriche che vediamo in strada? Più di quanto sembri: senza chi finanzia i grandi parchi solari, eolici e i sistemi di accumulo, le colonnine ad alta potenza restano sulla carta. Greenvolt Group ha appena fatto un passo pesante in questa direzione, rafforzando la propria capacità di finanziamento per crescere nelle rinnovabili su larga scala.
Il gruppo ha portato la propria linea di credito revolving da 315 a 472,5 milioni di euro, nell’ambito di un’operazione di rifinanziamento che estende anche la scadenza del prestito, ora fissata a luglio 2029. Il plafond servirà in particolare ad accelerare lo sviluppo della pipeline di progetti Utility-Scale in eolico, fotovoltaico e sistemi di accumulo (BESS) per complessivi 12,8 GW “probability weighted”: tanta della futura elettricità che alimenterà ricarica pubblica, impianti industriali elettrificati e, a cascata, la mobilità a batteria.
Struttura del finanziamento e nuove banche nel sindacato
L’operazione annunciata da Greenvolt Group si inserisce in una più ampia transazione di finanziamento da 400 milioni di euro, originariamente contrattualizzata nel 2024. All’interno di questo perimetro, la linea di credito revolving è stata aumentata di 157,5 milioni di euro, arrivando così a 472,5 milioni, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare il bilancio del gruppo e dotarsi di maggiore flessibilità finanziaria per la prossima fase di crescita.
Il prestito sindacato, inizialmente approvato con scadenza a ottobre 2027, è stato ristrutturato introducendo una struttura di rimborso “bullet” a tre anni e prorogando la maturità a luglio 2029, soggetta a termini e condizioni, incluse garanzie, tipiche di operazioni analoghe. Il messaggio è abbastanza chiaro: Greenvolt vuole poter contare su una leva stabile per accompagnare progetti che, per natura, hanno orizzonti pluriennali.
Nel contesto del rifinanziamento sono entrate quattro nuove istituzioni finanziarie, mentre alcune delle banche già presenti nel sindacato hanno aumentato i propri impegni, portando il totale a 12 istituzioni internazionali coinvolte. Questo allargamento del pool di partner bancari viene presentato come un tassello nella costruzione di relazioni di lungo periodo, un aspetto cruciale per chi sviluppa grandi impianti rinnovabili e ha bisogno di continuità nella raccolta di capitali.
Focus su Utility-Scale: eolico, solare e accumulo (BESS)
Secondo Greenvolt, la nuova linea da 472,5 milioni di euro sarà destinata in particolare a sostenere lo sviluppo della pipeline Utility-Scale del gruppo, che ammonta a 12,8 GW “probability weighted”. Nel dettaglio, il portafoglio di progetti comprende 5 GW di energy storage, 4,9 GW di impianti fotovoltaici e 2,9 GW di eolico, distribuiti in 20 Paesi. Non solo produzione quindi, ma anche accumulo, cioè la capacità di modulare l’energia in base ai picchi di domanda.
Per la transizione elettrica – dalla rete che deve reggere la ricarica simultanea di migliaia di auto, fino ai servizi di flessibilità per le aziende – è un passaggio chiave: 5 GW di energy storage significano BESS in grado di assorbire gli eccessi di rinnovabile e restituirli quando servono, riducendo colli di bottiglia e dipendenza da impianti fossili di back-up.
Greenvolt sottolinea inoltre di essere attiva anche nella generazione distribuita in 12 geografie e nella produzione di energia tramite biomassa sostenibile, con cinque impianti in Portogallo e due nel Regno Unito (Tilbury Green Power e lo stabilimento nel Kent). Questa diversificazione – tra grandi impianti Utility-Scale, generazione distribuita e biomassa – permette al gruppo di presidiare segmenti differenti della filiera elettrica, dal kilowattora prodotto vicino ai consumi fino ai grandi parchi connessi alle dorsali della rete.
Per chi segue lo sviluppo delle rinnovabili europee, il gruppo è già noto anche per progetti come il parco eolico in Romania e il nuovo impianto solare a Cucciago, raccontato nel nostro approfondimento su fotovoltaico e accumulo in Lombardia. Due casi che mostrano in pratica come si traduce a terra, tra turbine e moduli, la strategia di crescita finanziata da operazioni come questa.
Le parole del CEO e la strategia con le banche
La società presenta il rifinanziamento come un tassello della propria strategia di consolidamento dei rapporti di lungo periodo con primarie istituzioni finanziarie internazionali, a supporto dell’espansione nel settore delle energie rinnovabili. La presenza di 12 banche nel sindacato, tra nuovi ingressi e rafforzamento degli impegni esistenti, viene letta da Greenvolt come un segnale di fiducia verso il piano industriale e il portafoglio progetti in sviluppo, in particolare nei segmenti Utility-Scale e storage.
João Manso Neto, CEO di Greenvolt Group, sintetizza così il significato dell’operazione dal punto di vista industriale e finanziario: "Questa operazione di rifinanziamento dimostra la solidità della piattaforma di sviluppo di energie rinnovabili di Greenvolt e la qualità della nostra pipeline di progetti, garantendoci al contempo la flessibilità finanziaria per accelerare la crescita, in particolare nell’Utility Scale, ed eseguire la nostra strategia di lungo termine".
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