Al via progetti per compensare le emissioni di CO2 legate alla produzione dei veicoli elettrici

Nonostante l'auto elettrica in sé non emetta inquinanti, il suo ciclo di vita non è ancora completamente "pulito". Questo perché i cicli produttivi non sono ancora in grado di garantire l'applicazione di tecnologie in grado di abbattere del tutto la quantità di CO2 generata nel corso di questo processo. E questo, nel "momento" tecnologico in cui ci troviamo, è ancora inevitabile. 

Il Gruppo Volkswagen ha avviato diverse strategie per ovviare a questo problema, in primo luogo, modificando la struttura dei suoi impianti di produzione e progettando in chiave green quella dedicata alla costruzione della nuova ID.3. Ma anche così, una certa quantità di CO2 viene comunque prodotta. Per questo motivo, il brand tedesco ha avviato una serie di iniziative votate alla protezione del clima, per compensare proprio l'emissione di CO2 che in questo momento non si è ancora in grado di abbattere fisicamente dai cicli produttivi.

In favore del pianeta

Il primo di questi progetti è il Katingan Mentaya, il cui scopo è quello di proteggere e rimboscare la foresta sull’isola indonesiana del Borneo. Grazie alla collaborazione con Permian Global, Volkswagen punta a protegge 149.800 ettari di torbiere tropicali nella provincia del Kalimantan Centrale. Un obiettivo nobile in una zona del mondo in cui la biodiversità è ancora molto forte e progetti simili partiranno nel prossimo futuro anche in Sudamerica e nel Sud-est asiatico.

Volkswagen CO2

Non solo CO2

Ma l'obiettivo del progetto non è soltanto quello di contribuire al rispetto del clima e all'abbattimento delle CO2 immesse nell'atmosfera, ma anche di contribuire allo sviluppo sostenibile di 34 villaggi nell'isola del Borneo, attraverso l’erogazione di microcrediti e il supporto a istruzione e sanità.