Il premio nobel Whittingham non ha dubbi: ci sono enormi margini di miglioramento per la densità energetica. Ma attenzione alla Cina

Se si pensa a che cos'era il mondo dell'automobile vent'anni fa si ha la chiara percezione di che passi da gigante siano stati compiuti a livello tecnico e tecnologico. Il boom del mercato dell'elettrico ha accelerato lo sviluppo di una tecnologia che era già presente e diffusa in numerosi apparecchi elettronici utilizzati nella vita di tutti i giorni: smartphones, tablet e laptop. Ci si riferisce alle batterie agli ioni di litio.

A 40 anni dalla realizzazione del suo primo prototipo di batteria agli ioni di litio - poi ripreso dagli altri due vincitori del Nobel Goodenough e Yoshino - Stanley Whittingham spiega oggi quali saranno secondo lui i punti principali su cui lavoreranno le aziende che producono le batterie.

Maggiore capacità, minor peso

Tutti i produttori di batterie agli ioni di litio nel mondo hanno un obiettivo comune: sfruttare al meglio lo spazio disponibile cercando di ricavare la maggior quantità di capacità possibile. Perché una batteria piccola e molto "capiente", oltre a diminuire gli ingombri, ha il duplice vantaggio di pesare meno e garantire maggiore autonomia.

La minor quantità di materiale utilizzato nella costruzione diminuirebbe anche il costo delle batterie, rendendo le auto elettriche ancora più accessibili. Per quanto riguarda la ricarica, invece Whittingham sottolinea che la possibilità di velocizzare ulteriormente i tempi per un pieno di energia potrebbe essere dannosa per il ciclo vita della batteria. Le prestazioni si deteriorerebbero più in fretta.

Quanto costa cambiare la batteria di un'auto elettrica

Attenzione alla Cina

Whittingham ha valutato anche il dominio della Cina nella produzione di batterie agli ioni di litio, affermando che un simile vantaggio deve fare preoccupare gli altri Paesi. Per un mercato stabile e duraturo, infatti, si dovrebbe auspicare una produzione più diffusa, in cui ogni Stato possa essere in qualche modo indipendente e autosufficiente. Solo così ci si può tutelare - almeno in parte - dal rischio di veder bloccato l'approvvigionamento di un tipo di batteria che rappresenterà comunque uno standard per almeno i prossimi 10 anni.

E se è vero che Toyota, come anche alcune aziende americane, sta lavorando allo sviluppo di valide alternative, come le batterie allo stato solido, quelle agli ioni di litio la faranno da padrone ancora per parecchi anni. 

Auto elettrica e batteria allo stato solido

I nuovi progetti

Whittingham non ha mai smesso di lavorare nel settore e, oltre ad essere professore alla State University of New York a Binghamton, è coinvolto in vari progetti. In uno, in particolare, è ancora impegnato in prima persona alla ricerca di quali siano i limiti massimi delle batterie che lui stesso ha inventato.

Questo perché queste ultime vengono sfruttate solo per il 25% della loro capacità teorica, mentre il restante 75% si trasforma in volume e peso sprecato. Tutto ciò non solo per le soluzioni legate al mondo dei trasporti, ma per le batterie come stoccaggio di energia per qualsiasi utilizzo.