Nel Piano Energia e Clima del Governo saranno affiancate anche da 2 milioni di ibride plug-in, ma non tutti sono così ottimisti

I numeri sono ancora quello che sono, ma il trend parla chiaro: l'auto elettrica ha iniziato a prendere piede anche in Italia. E l'ondata di nuovi modelli in arrivo non potrà che accelerare questa crescita. A che ritmo però? La domanda è in cima ai pensieri dei costruttori e della politica, stretta tra ambizioni ambientali ed esigenze di budget (vedi anche alla voce mancate accise).

In molti nell'ultimo anno si sono cimentati nelle previsioni e tra queste spicca sicuramente quella del Piano Energia e Clima (Pniec), che il Governo si appresta a trasmettere alla Commissione Ue. Non solo per il carattere di ufficialità del documento, che ciascun Paese membro deve spedire a Bruxelles entro fine anno, ma anche per il suo “ottimismo”. Nella sua ultima revisione, infatti, il ministero dello Sviluppo economico ha stimato entro il 2030 circa 4 milioni di auto full electric sulle strade italiane e 2 milioni di plug-in.

L'ultima revisione: meno PHEV e più BEV

Il Piano, oggetto di una lunga consultazione anche in sede parlamentare, è nato sotto il precedente esecutivo giallo-verde, ma il lavoro sul testo non si è mai interrotto anche dopo il cambio della maggioranza. Fronte mobilità elettrica, la modifica più profonda rispetto alla prima stesura riguarda il rapporto di forza tra le auto full electric e le PHEV, che inizialmente era sostanzialmente l'opposto di quanto previsto nell'ultima versione.

Da notare che prima di partire per Bruxelles il Pniec deve incassare l'approvazione per decreto dei ministeri dello Sviluppo economico, dell'Ambiente e dei Trasporti.

Camera

Tante previsioni diverse

La revisione del testo lo ha avvicinato alle previsioni messe a punto in precedenza da Motus-E, l'associazione della filiera e-mobility in Italia, che aveva stimato al 2030 4,1 milioni di elettriche pure e 900.000 ibride plug-in. Nel complesso, un milione in meno del Piano italiano.

Il primo documento portato da Anfia e Confindustria sul tavolo automotive al Mise, dal canto suo, ipotizza un parco elettrico puro al 2030 di 3,1 milioni di unità, accanto a 2,1 milioni di plug-in. Lo scenario tracciato prevede in questo caso una quota di mercato pari al 30% per le BEV e al 16% per le PHEV, in un contesto che conterà 560.000 punti di ricarica dai 7.500 del 2018. Un boom frutto di investimenti privati quantificato nell'ordine dei 100 miliardi di euro.

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Le misure che accompagneranno la transizione elettrica

Ma torniamo al Pniec. Il Piano anticipa tra l'altro alcune misure di sostegno sul versante infrastrutturale per consentire la ricarica negli immobili esistenti e per sviluppare punti di ricarica intelligenti, in grado di fornire anche un contributo per l'integrazione nel sistema elettrico delle fonti rinnovabili. Il riferimento, evidentemente, è al vehicle to grid.

Il supporto all'elettrificazione coinvolgerà anche il trasporto pubblico locale, con l'ipotesi di uno strumento che alleggerisca le aziende del Tpl di almeno una parte della bolletta elettrica. Non solo però, perché il processo includerà anche la transizione elettrica nei porti, laddove possibile.