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Incentivi auto elettrica, le richieste delle Case ai Governi Ue

Secondo i costruttori di Acea servono agevolazioni all'acquisto e una maggiore spinta per le infrastrutture di ricarica

Colonnine ricarica auto elettrica

Federico Gasparini Federico Gasparini

Di: Federico Gasparini

30 ott 2019 alle 17:40

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Si intensifica il pressing dei costruttori sui Governi Ue per facilitare la transizione verso l'elettrico. La richiesta delle Case auto riunite in Acea è molto chiara: spingere sugli incentivi per scuotere il mercato e impegnarsi a creare una rete di ricarica in grado di cancellare lo spauracchio della range anxiety.

A ribadirlo oggi il segretario generale dell'associazione, Eric-Mark Huitema, rifacendosi anche allo storico accordo per la e-mobility siglato a settembre dal suo precedessore, Erik Jonnaert, con l'organizzazione degli operatori elettrici, Eurelectric, e l'ong della mobilità a zero emissioni, Transport & Environment. Un'alleanza inedita, che si è concretizzata in una “call to action” all'indirizzo della nuova Commissione Ue.

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Un incentivo europeo

“È cruciale mettere in campo uno schema di incentivi europeo significativo e sostenibile”, sostiene Huitema, evidenziando che “le ultime statistiche dimostrano che tutti i Paesi con una quota di mercato delle auto elettriche inferiore all'1% hanno un Pil pro-capite sotto ai 29mila €”.

Il caso è quello di Paesi come Bulgaria, Grecia e Lituania, aggiunge il numero uno di Acea, “ma anche di economie importanti come Italia e Spagna”. Al contrario, osserva, la market share dei veicoli alla spina supera il 3,5% “solo in Paesi con Pil pro-capite oltre i 42mila euro”.

Il ruolo chiave delle infrastrutture

Ma anche gli incentivi, da soli, non bastano. “La buona notizia è che dal 2014 l'infrastruttura di ricarica europea è cresciuta del 300%”, spiega Huitema, “ma ad oggi i punti di ricarica totali sono meno di 144mila, un numero ancora insufficiente”. Secondo le stime prudenziali della Commissione Ue, del resto, entro il 2030 serviranno almeno 2,8 milioni di colonnine.

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Acea chiede quindi a tutti i Paesi Ue di impegnarsi urgentemente per assicurare lo sviluppo della rete di ricarica, sottolineando che senza uno sforzo in questa direzione gli automobilisti non saranno convinti a passare all'elettrico.

Target ambientali sempre più stringenti

La crescita delle vendite “elettriche” sarà fondamentale per consentire ai costruttori di rispettare i limiti europei sulla CO2, sempre più stringenti. Dietro l'angolo c'è il target dei 95 g/km al 2021, ma poco dopo, al 2025, bisognerà tagliare ulteriormente le emissioni del 15%, e del 30% al 2030.

“Questa transizione è una responsabilità dell'industria, degli operatori infrastrutturali, degli Stati, della Commissione europea e dell'Europarlamento”, conclude Huitema, “non può essere solo in capo alle Case automobilistiche”.

 

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