Continua il percorso verso la distribuzione elettrica, anche se la divisione "nuove energie" rimane ancora marginale in termini di investimenti

La notizia: Shell ha annunciato l'aumento dello stoccaggio dei propri punti di ricarica fast-charge, per arrivare a circa 200 in tutto il territorio tedesco. Aumenta dunque la distribuzione nel territorio per la multinazionale di petrolio ed "energia". 

Con il sempre più evidente percorso di elettrificazione che si sta portando avanti dal punto di vista automotive, Shell ha confermato dunque la sua volontà di aumentare la propria presenza in quello che è lo stoccaggio di punti di ricarica rapida in Germania

Percorso segnato

Il motivo è presto detto: per una Compagnia che ha fatto della distribuzione in una rete di rifornimento il proprio elemento di base, l'approdo dell'elettrico, con tanto di stoccaggio "casalingo", rappresenta un deterrente. Dunque, meglio convogliare in un nuovo mercato che punti allo stoccaggio dell'energia anche e sopratutto in punti di ricarica veloci.

Shell, così come Q8, ha intrapreso questo percorso, aprendo nuove divisioni e puntando su queste "nuove energie". Un percorso che ha portato la multinazionale con sede a L'Aia ad acquisire Greenlots, società il cui know-how si basa sull'installazione di infrastrutture per veicoli elettrici, lo scorso anno. Non si è trattato dell'unico acquisto: sotto Shell si è aggiunta anche EOLFI, società francese di impianti solari ed eolici.

Investimenti (ancora) limitati

E' da considerare che, secondo quanto riferito da Electrek, la divisione sulle energie di Shell ottiene circa 2-3 miliardi di dollari di ricavo da poter reinvestire con un fatturato globale di 371 miliardi l'anno. Dunque l'investimento sulle nuove energie ammontano a meno dell'1%.

Oltre a questo piccolo investimento, Shell ha deciso di aumentare il costo della benzina di 1 centesimo per litro di carburante per finanziare progetti di conservazione e restauro in tutto il mondo.