La crescita delle immatricolazioni a batteria non ha rivali in un panorama che segna un -50% complessivo a maggio: ecco le più vendute

Se da un certo punto di vista maggio potrebbe essere visto quasi come un mese “normale”, almeno considerando il fatto che dal 3 in avanti le concessionarie sono rimaste aperte, dall’altro, i dati sulle immatricolazioni continuano a mettere in luce gli effetti catastrofici sul mercato auto legati al Coronavirus.

Lo scorso mese si è chiuso complessivamente con un pesantissimo -50% rispetto a maggio 2019. Ma un dato in controtendenza c'è ed è l’ottimo +55% fatto segnare dalle auto elettriche, che con 1.816 unità hanno raggiunto una quota dell’1,8%. Un valore certamente più basso rispetto al record segnato ad aprile, quando però le dinamiche erano state ancor più anomale.

Benino le ibride, male tutte le altre

Elettriche a parte, guardando al tipo di alimentazione, l’unica altra categoria che ha fatto segnare una crescita è stata quella delle ibride, con un +18% e un 5,4% di quota. Male le vetture a benzina (-52%) e ancor peggio le diesel (-56). Comportamento analogo anche da parte di GPL, che ha chiuso maggio con un -51% e il metano (-49%).  

La Top ten delle elettriche

Guardando alla categoria più in forma del momento, quella delle auto a zero emissioni, è ancora la Renault Zoe a risultare la più venduta, sia a livello mensile che sui primi 5 mesi del 2019. A seguire, smart fortwo e Volkswagen e-up!, rispettivamente seconda e terza sia su maggio sia sul periodo gennaio-maggio.

Nel mese appena concluso, al quarto posto si è piazzata la Opel Corsa, seguita dalla “sorella” Peugeot 208 a chiudere la top five. Dietro, nell’ordine: Nissan Leaf, Tesla Model 3, Hyundai Kona, Mini Cooper SE e smart forfour.

Modello Vendite maggio 2020 Vendite maggio 2019
Renault Zoe 529 450
smart fortwo 308 213
Volkswagen up! 299 0
Opel Corsa 107 0
Peugeot 208 102 0
Nissan Leaf 68 57
Tesla Model 3 53 126
Hyundai Kona 51 58
Mini Cooper SE 50 0
smart forfour 45

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L'Unrae chiede contromisure

Tornando ai dati di maggio, la situazione potrebbe essere addirittura più grave di quanto non dicano i numeri. Michele Crisci, presidente Unrae, afferma che “la maggior parte delle consegne avvenute lo scorso mese è da imputare ad ordini sottoscritti prima della pandemia. Non per niente gli ordini sono calati in modo più rilevante (-60%) rispetto a maggio 2019. L’emergenza è tutt’altro che superata e la riapertura delle concessionarie non è una misura sufficiente per il rilancio del settore”.

“Servono provvedimenti immediati e concreti – ha continuato Crisci – che diano sostegno reale al comparto dell’auto. Si chiede al governo che si adotti un regime fiscale per le auto aziendali in linea con gli altri paesi europei, in cui l’Iva è detraibile al 100%, oltre che un ampliamento dell’ecobonus e un’accelerazione nell’erogazione dei contributi e dei finanziamenti approvati dal Decreto Liquidità alle aziende: sono necessari per mantenere i livelli occupazionali”.

L'Anfia chiama l'estero ad esempio

"Quel che è peggio – ha aggiunto Paolo Scudieri, presidente di Anfia - è che le istituzioni a tutti i livelli non sembrano voler riservare un posto al nostro comparto nel futuro del Paese. Oltre alla mancanza di un piano di rilancio della filiera che invece altri major market europei, come la Francia, hanno già messo in campo per risollevare la domanda e per agevolare la transizione energetica, si avvertono espliciti segnali di ostilità e discriminazione".