Cresce l'attenzione sulla necessità di coordinamento nella lotta agli attacchi cibernetici, sempre più pericolosi in un mondo connesso

Di norma un’auto elettrica è tecnologicamente più avanzata di una vettura a combustione interna. Non fosse altro che per i sistemi informatici di gestione della propulsione e della motricità. In più, aggiungete tutta la componente digitale dedicata alla ricarica delle batterie e ai servizi e il gioco è fatto.

Ma software con aggiornamenti over-the-air, metodi di pagamento integrati al sistema di infotainment e connessioni varie verso l’esterno (per non parlare del futuro a guida autonoma) fanno gola anche ad hacker e pirati informatici, che vedono nelle auto una nuova occasione per fare danni.

Tutti gli accessi degli hacker

Quando si parla di sicurezza informatica, il problema maggiore riguarda il fatto che le auto siano connesse tra loro. Dialogando per segnalarsi a vicenda informazioni sul traffico o sulla viabilità in generale, le vetture di ultima generazione si trasferiscono dati in modo diretto o tramite cloud.

Ma se una di esse fosse in mano a dei malintenzionati, potrebbe diventare la chiave per entrare nei software di un altro veicolo a distanza. Chiaramente, tra i modi che si possono usare per forzare i software di un'auto ci sono anche i classici malware che possono essere installati via Usb.

Toyota V2V

Questi accessi possono permettere agli hacker anche di prendere il controllo di alcuni dispositivi dedicati alla guida autonoma presenti a bordo, con buona pace per la sicurezza in marcia.

Ma situazioni al limite a parte, un attacco informatico può mandare in tilt il traffico costringendo tutti i navigatori delle auto di una determinata zona a prendere la stessa strada o a forzare delle restrizioni alla circolazione.

Un Far West

Gli esperti di sicurezza informatica hanno acquisito conoscenze consolidate quando si tratta di difendere un computer con sistema operativo Microsoft o Apple. Anche nell’ambito degli smartphone il settore è abbastanza maturo, ma per quanto riguarda la eMobility siamo ancora agli esordi. E la complessità dei sistemi utilizzati rende i sistemi più vulnerabili.

Ci sono Case, come l’americana Rivian, che alla cyber-security hanno già dedicato dipartimenti appositi. Ma ci sono altri costruttori che stanno affrontando l’argomento in modo meno strutturato. Da questo punto di vista, insomma, secondo il Financial Times di fronte ai cyber attacchi la mobilità elettrica sarebbe ancora un piccolo Far West in cui tutti fanno a modo loro.

tesla autopilot slide

Focus anche sullo sharing

La sicurezza informatica non è un tema caldo solo in campo automobilistico. Anche i moderni scooter a batteria, infatti, con una semplice connessione Bluetooth o Wi-Fi potrebbero essere forzati da parte di hacker.

In questo caso, per avere accesso ai dati personali, da utilizzare per gli scopi più diversi. Parimenti, possono essere messe sotto attacco anche le auto dedicate a servizi di car sharing. Passando attraverso le app di utilizzo del servizio si può entrare in enormi database particolarmente interessanti per i malintenzionati.