Dopo i vincoli in Cina (per le cam esterne), la Casa di Elon Musk finisce sotto il faro della rivista dei consumatori Usa: ecco perché

Il divieto di accesso alle Tesla all’interno di basi militari e siti sensibili in Cina ha sollevato una questione più generale sul rispetto delle privacy da parte delle vetture della Casa di Palo Alto, che ha varcato i confini del Paese della Grande Muraglia.

A trasformare questa vicenda in un "caso" è la rivista americana Consumer Reports, affermando che le telecamere all'interno delle Tesla, usate per monitorare lo stato di attenzione del conducente e l’interno dell’abitacolo, potrebbero violare le norme sulla privacy.

Il nodo registrazione

Il problema sussiste per via del fatto che queste telecamere controllano la posizione della testa, dello sguardo e degli occhi del conducente per vedere se chi guida si distrae, ma possono anche registrare filmati. 

Secondo Jake Fisher, direttore del centro prove del settore auto di Consumer Reports, questa funzione di registrazione non sarebbe necessaria. Il dispositivo dovrebbe limitarsi a controllare l’attenzione del conducente durante la guida e avvisarlo in caso di eccessiva distrazione o colpo di sonno. Altri costruttori, come Ford o General Motors, rilevano lo stato di stanchezza di chi guida attraverso sistemi a infrarossi che permettono loro di controllare i movimenti degli occhi. Ma si limitano a questo: non possono acquisire immagini o filmati.

Tesla, Autopilot

Con Pechino non si scherza

Interrogata da Reuters sulle considerazioni della rivista americana, Tesla ha preferito non commentare. C’è da ricordare però che il giorno dopo l’intervento delle autorità cinesi riguardo ai già citati divieti di accesso, Elon Musk è intervenuto personalmente e tempestivamente.

A differenza di quanto ha fatto altre volte (per altre questioni), il numero uno di Tesla non è passato al contrattacco. Anzi, dopo aver spiegato in modo molto pacato che le telecamere di bordo non sono utilizzate per scopi illegittimi, ha voluto sottolineare che se fossero usate in modo improprio, per attività di spionaggio, l’azienda rischierebbe sanzioni e grosse limitazioni da parte del governo cinese e che questo creerebbe un danno incalcolabile al brand. "Ci farebbero chiudere - ha detto in un suo intervento a distanza ad un forum cinese - e questo è un grosso incentivo per essere trasparenti e collaborativi al massimo con le autorità".